La Sorgente

XX° Anno


Domenica 14 Novembre 2010

La Sorgente - Una storia in corso, come fiume che scorre

A 20 anni, e passa, dagli inizi de La Sorgente, ci rendiamo conto che forse il più bello e importante del nostro percorso non è contabilizzabile, è vita vissuta, momenti, scambi, incontri, volti, gioie e dolori, al di là dell'evocazione che ne possiamo fare… Eppure è importante ricordare, far memoria …

L'ispirazione iniziale, nel caso nostro, partì da don Domenico Pezzini, di Milano, che aveva già dato l'avvio al gruppo Il Guado, e poi a La Fonte. A uno di noi, andato a trovarlo nella primavera del 89, Pezzini aveva suggerito: "Perché non provate pure voi, a Roma, a incontrarvi (omosessuali credenti) ? Basta poco. Alcune persone decise ad avviare l'iniziativa. Cominciate per vedervi a casa di uno di voi, decidete la periodicità degli incontri, cosa condividere, e via".
Così fu. I primi incontri di cui ha memoria scritta rimontano e giugno del 89, in un appartamento di Via dei Falegnami, qui vicino. 5 amici presenti: un irlandese, un portoghese, un belga e due italiani. Due settimane dopo, nuovo incontro, già con altri tre italiani.. E così via, nei mesi successivi, con alcune partenze e nuovi arrivi. Le età variavano tra 30-55 anni.

Gli incontri erano familiari, improntati alla condivisione di vita, amichevole, senza regole né costrizioni. Non c'era nessun regolamento scritto, neanche - per anni - un nome. L'identità cristiana del gruppo era presente, ma in modo aperto: "tutti si riconoscono nei valori del Vangelo" - ci eravamo detti. C'era un non cattolico; gli altri erano per il più non praticanti. All'inizio dell'incontro si condivideva quello che ognuno aveva più a cuore (una preoccupazione o problema nell'ambiente del lavoro, in famiglia, o nella vita affettiva o sessuale) e si sceglieva il caso più importante cercando di approfondirlo in spirito fraterno e cristiano. Fondamentali erano l'accoglienza reciproca e l'amicizia, fatta di rispetto e attenzione ad ognuno.

Dagli inizi ci sono stati contatti con altri gruppi in Italia. Nel marzo 1991 alcuni di noi partecipavano in un week-end di ritiro vicino a Pavia organizzato da La Fonte con gente anche di Genova e Torino, prima volta di una iniziativa che da allora ha luogo tre volte all'anno. Importante il Convegno promosso a Roma, dal 1 al 3 novembre 91, animato da Pezzini, sul tema "Etica sessuale: esperienza, crescita, sfida". Una quarantina di partecipanti, tra cui il nocciolo fondante dei due gruppi romani (di NP in formazione, Goffredo, Giancarlo, Angelo, tra altri; del nostro gruppo, ancora innominato, José, Giovanni, Massimo, Oscar), e gente di Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna.

A partire da questo Convegno del novembre 91 saranno costanti i nostri contatti con NP. Il 12.01.92, in una casa delle Suore Canossiane ci incontriamo insieme. Riferiti come oggettivi comuni dei due gruppi: crescita cristiana di ognuno; solidarietà con gli altri omosessuali; comportamento cristiano. Nel 22.11.92, per iniziativa di Goffredo, viene celebrata a Tre Fontane un'eucaristia per il primo anniversario di NP. Concelebrano diversi preti più legati al nostro gruppo e ci partecipano membri di entrambi.
Caso specialmente importante in questa relazione tra i due gruppi gli incontri con Mons. Clemente Riva, cominciando dal primo, a casa di Goffredo, il 20 novembre 92. Presenti alcuni di noi, come pure in tutti gli altri incontri successivi, fino alla morte del prelato, nel marzo 99. Non erano soltanto incontri di preghiera. C'era di solito un intervento iniziale preparato dal responsabile di NP, a tema, suscitando il commento di Mons. Riva. Si concludeva con la recita di vespri.

Nei confronti della Chiesa istituzionale e del suo magistero, aspetto per noi non secondario, la nostra posizione è articolata, ma coincide con quella del gruppo La Fonte, che così si esprime nel suo sito:

"Ci collochiamo nella Chiesa come credenti; il gruppo è però anche aperto a chi, trovandosi in una situazione di fede sospesa e di ricerca, accetta le iniziative che vengono decise e proposte. (…) per noi la fede non è né un'ideologia né un codice morale dove tutto è predefinito, ma vuole essere anzitutto un cammino segnato da un'adesione cordiale al Signore Gesù, che ci attrae verso traguardi vertiginosi e insieme sostiene e conforta i nostri passi con il suo perdono sempre offerto. Similmente la Chiesa non è per noi un'organizzazione politica da aggredire, ma, pur con il necessario rilievo riservato a coloro che in essa svolgono una funzione di guida e di magistero, con i quali si desidera, e si cerca di praticare un dialogo cordiale e costruttivo, essa rimane primariamente la comunità di quanti cercano di seguire, magari a tentoni, le orme del vangelo. In questa comunità ci è capitato di trovare un'accoglienza molto più grande di quanto si creda."

Con gli anni, viene crescendo il numero di quelli che sono stati più impegnati nella Chiesa e ci hanno ricevuto una vera formazione. La difficoltà di vedersi rispettati e accolti anche nel loro essere omosessuali li ha generalmente portato a lasciare i loro impegni ecclesiali, cercando e trovando nel gruppo una riconciliazione personale tra fede e condizione omosessuale, il che costituisce uno degli oggettivi del nostro gruppo. Sentirsi abbandonati, sennò proprio rifiutati, abbandonati, dai fratelli della comunità credente, è stata per alcuni, una ferita profonda, che la partecipazione al gruppo ha permesso in gran parte di rimarginare. Qualcuno ci scriveva, proprio uno di questi giorni:

"In quegli anni, 96-98, se non avessi trovato il gruppo, credo che avrei gettato la spugna, non mi accettavo, avevo grossi sensi di colpa… stavo male… Il gruppo ha svolto una funzione "samaritana": è stato il buon samaritano che mi ha raccolto, si è preso cura di me, mi ha permesso di "guarire", nel senso di rinascere nella consapevolezza che dio mi ama così come sono, che sono importante per lui…"

Solo verso la fine del 1995 abbiamo adottato il nome "La Sorgente", sulla scia di quello de La Fonte e in riferimento a Cristo, nostra vita, come suggerisce l'immagine-simbolo diventata logo, ispirato ad un antico mosaico cristiano delle catacombe.
Dopo anni e anni riunendoci nell'appartamento di quelli di noi che potevano accogliere (Roberto, Antonio, Oscar, José, Franco), con il tempo e l'aumento dei partecipanti, si impone trovare un posto più ampio per gli incontri. Di un modo discreto, ancora in parte "clandestino", siamo stati ospitati successivamente in due diversi strutture ecclesiastiche, fino al posto attualmente utilizzato, presso la sede di un'associazione cattolica autonoma.

Lo spontaneismo dei primi anni comincia a far posto, alla fine degli anni 90, ad un minimo di organizzazione, con la programmazione di ogni anno, includendo la scelta di un tema generale, e delle persone incaricate di preparare e moderare ogni riunione, mantenendo sempre la condivisione personale come un punto importante. Questa strutturazione è databile dal 1997-98. Degli appunti del resoconto ("ufficiale", scritto) di alcuni degli incontri di quell'anno, si avvertono bene le preoccupazioni e difficoltà delle persone.

Lo spirito continua a soffiare e l'occasione di incontro del grande giubileo del 2000 si rileverà una occasione preziosa di "conversione a avvicinamento a Cristo". L'arrivo di persone che hanno esperienze di vita marcatamente ecclesiale e/o paraecclesiale contribuisce a dare un taglio più spirituale a quegli anni. Nasce l'esigenza di una maggiore occasione di incontro e le proposte sono molteplici. La visita alle Basiliche, le proiezioni di film, la visita ad una mostra sono tutte occasioni di crescita e di incontro che contribuiscono ad amalgamare il gruppo. Nel 2001 si inaugura il sito internet consapevoli che il gruppo ha ormai deciso di aprire uno spazio, e offrire un servizio alla città di Roma.
Nel 2003 si crea un coordinamento che possa occuparsi di tutte quelle questioni, piccole e grandi, prima demandate allo spontaneismo e alla voglia di fare di pochi.

Strada facendo abbiamo perso alcuni compagni, di entrambi i gruppi. Lutti che ci hanno visti insieme. Nel dicembre 92, Goffredo partecipa al funerale del nostro amico Pietro, e si fa promotore, un mese dopo, da una celebrazione evocativa, piantando un olivo nel giardino delle Suore del Cenacolo (come faremo noi, a casa dei suoi genitori, successivamente). Identica presenza reciproca da parte nostra, per la morte di Goffredo. Specialmente intensa fu, anche per la drammaticità del caso, la partecipazione di tutti al funerale di Paolo Seganti, nel luglio 2005, e alle successive manifestazioni nel Campidoglio e nel posto dell'uccisione.
Per La Sorgente, quel momento - come pure questo di oggi - segnalano nuove tappe nel cammino di una crescente visibilità all'interno della società e della stessa Chiesa.

Uno spazio per noi importante di testimonianza e intercambio furono alcune (poche) occasioni in cui siamo stati chiamati da qualche responsabile parrocchiale per intervenire in alcuna riunione di giovani o di formatori. Questa interazione all'interno della Chiesa ci da speranza e corrisponde a qualcosa in cui sentiamo di aver una nostra precisa responsabilità.
L'importanza di aiutare i credenti delle nostre comunità a conoscere, capire e rispettare meglio le persone omosessuali, corrisponde, da un'altra parte, al bisogno nostro, di ognuno, ma come tale vissuto anche dal gruppo, di andare "al di là del risentimento", come scrive James Alison, il cui intervento a Roma, nel 2008, è stato promosso anche da noi.

Nel 2005, il gruppo partecipa al dolore e alla gioia del mondo cristiano per la morte del Pontefice e l'elezione di un nuovo Vescovo di Roma, e con due comunicati pubblicati sul sito per la prima volta si usa il termine: "nostro Vescovo". L'espressione sottende un inclusione che diviene sempre più patrimonio di tanti, nel gruppo e fuori da esso. Nella chiesa non più con animo di chi è "discriminato" ma con il cuore di figli che non sempre sono compresi dalla Madre Chiesa. I tanti amici sacerdoti che in questi anni abbiamo trovato sul nostro cammino ci hanno insegnato che le parole dei documenti non sono incarnate con la stessa durezza.

Anche se in questi 20 anni non abbiamo prodotto encicliche o documenti per gli omosessuali credenti, il gruppo è stato luogo di accoglienza e condivisione, luogo dove farsi ispirare dalla Scrittura, rivelata agli uomini e alle donne senza distinzione di orientamento sessuale. In questi 20 anni ci hanno guidato le parole che di D. Pezzini ha rivolto agli omosessuali credenti. Nei suoi scritti, nelle sue pubblicazioni, nei suoi articoli, non si può non trovare una forte luce che illumina la strada di ogni uomo e donna omosessuale credente.