La Sorgente

Appartenenza all'umanità


Incontro di Sabato 26 Novembre 2016


La fede di una pagana
"Signore, almeno le briciole!"

Donaci, o Signore Gesù,
il tuo Spirito consolatore,
illumini la nostra mente, la renda docile alla tua presenza silenziosa.
Rivestici del timore di Dio,
insegnaci che non è la paura,
ma l'umile amore per il Padre e le sue creature.


24Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto. 25Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. 26Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. 27Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 28Ma essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli». 29Allora le disse: «Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia». 30Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.

(Mc 7,24-30)


La donna ottiene da Gesù la guarigione della figlia con un atteggiamento umile ma inflessibile. Fa emergere anche il monito solenne che da questa anonima pagana proviene: il Regno è sovrabbondante, sempre più grande di quanto immaginiamo. Questa donna inoltre esercita verso Gesù un ruolo potente, quello di forzare i limiti culturali che l'incarnazione portava con sé. La donna pagana ha influito su Gesù, lo ha indotto al ripensamento.


Gesù è sulla via che dalla Galilea sale verso Gerusalemme, la meta del viaggio da lui intrapreso con grande decisione in uno snodo decisivo del terzo vangelo: "Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù indurì il suo volto", come il Servo del Signore (cf. ls 50,7), "per mettersi in cammino verso Gerusalemme" (Lc 9,51).

Egli sa bene che "non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme" (Lc 13,33), per questo compie con risolutezza di restare fedele fino alla fine al volto di Dio da lui narrato lungo tutta la sua vita (cf. Gvi,18), anche a costo di subire un'ingiusta condanna a morte.

Una tappa di questo viaggio è la città di Gerico, zona di confine della provincia romana della Giudea.


Si tratta di una donna greca di orine siro-fenicia, una pagana per gli Ebrei. Non è solo una madre angosciata per la figlia, ma soprattutto una donna marginale, irregolare, disprezzata doppiamente (in quanto donna e in quanto pagana). Gesù accetta l'elemento di crisi che viene da questo incontro. All'inizio sembra respingere la donna, ma poi non solo la esaudisce, ma elogia la sua fede.


La donna espone a Gesù la malattia della figlia con il riferimento al demonio, al quale venivano ricondotte tutte quelle malattie di cui non si conosceva la causa: si tratta di un male che colpisce tutta la persona in modo grave, tanto da ostacolare la vita di relazione e l'autenticità di vita personale, che si configura come un "non appartenersi più".

Il riferimento ai 'cagnolini' rimanda ad un simbolismo che indicava i pagani nella mentalità ebraica: il centro di questa pagina evangelica è il problema dei pagani e della loro elezione.

La donna si rapporta con Gesù chiamandolo "Signore", l'appellativo pasquale. C'è un cammino di fede che la donna pagana compie. E Gesù dopo questo miracolo ne compirà altri nel territorio pagano della Decapoli: la salvezza ormai è aperta anche ai pagani, e non si tratta di una concessione, ma di un abbattimento di barriere.

Spunti per la riflessione

Le donne che incontrano Gesù nel corso della sua vita pubblica hanno l'esistenza cambiata in modo decisivo da questo incontro. Ma anche Gesù si lascia cambiare dall'incontro. E un fatto altrettanto prezioso e ricco di implicazioni e, a differenza del primo, raramente sottolineato.

La redenzione che Gesù porta al mondo si attua secondo uno stile di reciprocità radicale: e noi?Cilasciamo cambiare dall'incontro con Gesù?

Con l'evento di Gesù, la distinzione tra i vicini e i lontani perde di significato e anche di legittimità, per sempre. Come la distinzione tra sacro e profano. Con Lui si inaugura la piena secolarità! Il nostro Dio è il Dio della storia, pienamente coinvolto in essa per amore...

Nella nostra vita c'è cesta fusione tra la nostra storia e Dio? O viviamo una separazione fra ciò che riguarda la fede e la vita di ogni giorno?

Le briciole che cadono dalla tavola rimandano al mistero del Regno, un mistero di sovrabbondanza non limitabile all'interno di categorie o confini ristretti. La donna siro-fenicia ci induce a pensare che la vita nuova portata da Gesù è qualcosa di troppo grande per essere limitata alle attese di un solo popolo: deve estendersi a tutti.

Siamo sollecitati a prestare attenzione a questa azione dello Spirito nel mondo, oltre i nostri confini, anche di chiesa e di comunità, di gruppo...?