La Sorgente

Appartenenza


Incontro di Sabato 29 Ottobre 2016


APPARTENENZA : riflessioni di don Tonino Bello correlati a papa Francesco

Il vescovo di Molfetta ha assaporato la spiritualità francescana sin da piccolo, bevendo alla fonte del convento dei cappuccini di Alessano e poi l’ha riversata in gesti concreti di servizio ai poveri e di impegno per la pace. La sintesi del suo francescanesimo fu quel memorabile invito, indelebilmente scolpito come un testamento sul cippo della sua tomba: ama la gente, i poveri soprattutto e Gesù Cristo; il resto non conta..

Papa Francesco ha chiarito molto bene il perché della scelta di assumere quel nome così carico di significato, spiegando di voler porre nel programma del suo pontificato l’attenzione ai poveri, l’impegno per la pace e la salvaguardia del creato secondo l’insegnamento di Francesco d’Assisi. Una tale scelta non è maturata certamente nel breve periodo del Conclave, ma è il costante proseguimento di un cammino sulle orme del Poverello iniziato nelle periferie degradate di Buenos Aires dove ha testimoniato una Chiesa semplice e coerente con il Vangelo.

Francesco d’Assisi, dunque, anche dopo ottocento anni continua a indicare la strada per seguire Cristo e non cessa di reclutare operai che lo affianchino nella missione di restaurare la Chiesa. è sorprendente come gesti, parole, spiritualità, atteggiamenti, così profondamente francescani si manifestino in persone nelle quali non sarebbe scontato attenderli: un prete diocesano, don Tonino, e gesuita, Bergoglio.
A pensarci bene, la cosa potrebbe lasciare perplessi solo coloro che intendono il carisma legato a un’appartenenza, a una tessera, a un abito. Il carisma, invece, è un frutto dello Spirito che “soffia dove vuole” e sorprende, entusiasma, imbarazza. Sorprende coloro che vorrebbero incasellarlo in schemi vecchi e consumati; entusiasma quelli che si aprono alla novità e sono docili alla sua azione; imbarazza i “farisei” del nostro tempo.


Don Tonino e papa Francesco, con il loro coraggio, la loro fede e la loro semplicità nel seguire Cristo sulle orme di Francesco d’Assisi sono stati costituiti da Dio come “segni di contraddizione” per svelare i pensieri di molti cuori. Ancora una volta si realizza la parola del Vangelo che lega l’appartenenza a un popolo, a una spiritualità e a un carisma, non alla convinzione personale o all’auto elezione, ma al compimento delle opere: se siete figli di Abramo (o di Francesco), fate le loro opere, perché Dio può far sorgere figli di Abramo (o di Francesco), anche dalle pietre (cfr. Mt 3,9; Lc 3,8; Gv 8,39).


Spunti per la riflessione

  • Cosa significa per te, appartenere alla chiesa, a Cristo, al Gruppo che frequenti?
  • Pensi che il Gruppo che frequenti o altri, se ne hai frequentato, sia sufficiente per dire “io appartengo alla chiesa, a Gesu’ Cristo” o c’e’ bisogno di altro?