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La Sorgente

Le strade di Dio


Incontro di Sabato 23 Gennaio 2016


Verso una nuova comprensione della vita e dell’amore omosessuale

Robinson

Liberamente tratto dal contributo del vescovo ausiliare emerito dell’arcidiacesi di Sidney Geoffrey James Robinson.

(In particolare le immagini sono state aggiunte da me e non fanno parte del contributo del vescovo alla conferenza).

Il contributo si sviluppa in tre passaggi:

  • Un cambiamento di quanto la chiesa insegna sugli atti omosessuali è impossibile senza che prima ci sia un cambiamento di quanto insegna sugli atti eterosessuali.
  • Questo cambiamento (sugli atti eterosessuali) è urgente.
  • Questo cambiamento comporterà necessariamente delle ricadute sull’atteggiamento verso gli atti omosessuali.

Due Finalità

Due Finalità

Il Magistero cattolico afferma: che Dio ha creato la sessualità tra gli esseri umani per due ragioni: per generare una nuova vita umana (aspetto procreativo) e come mezzo di espressione e nutrimento dell'amore all'interno di una coppia (aspetto unitivo).

Quindi: l'atto sessuale è "secondo natura" solo se rispetta entrambe le finalità. In qualunque altro caso gli atti sessuali non sono moralmente accettabili".

E' quindi chiaro, partendo da questo presupposto, che mancando l'aspetto procreativo l'atto sessuale omosessuale non può essere considerato moralmente accettabile.

Se quando parliamo di “procreazione”, invece di pensare solo alla generazione di un bambino, pensiamo anche al percorso educativo che si pone come fine quello di formare una persona adulta, non è difficile accettare che il matrimonio comprenda sia un aspetto procreativo che unitivo.

Se però dal matrimonio nel suo complesso si passa ad analizzare il singolo atto sessuale e, seguendo le indicazioni del magistero della Chiesa, si pretende che tenga sempre e comunque conto di entrambe queste finalità allora emergono una serie di paradossi.


Un peccato contro Dio

Un peccato contro Dio

La Chiesa afferma che qualsiasi utilizzo della sessualità che non sia al tempo stesso procreativo e unitivo è un'offesa diretta a Dio, perché è una violazione di ciò che si presume essere l'ordine divino e naturale stabilito da Dio.
Questo solleva due serie questioni, una riguardante la natura e l'altra riguardante Dio.

Ci sono molti campi, oltre alla sessualità, in cui Dio ha assegnato uno scopo evidente alle realtà create e, se si seguono le argomentazioni con cui la Chiesa giustifica il suo Magistero sulla sessualità, sarebbe un evidente peccato utilizzare anche queste realtà per qualche altro scopo.
Non si capisce perciò perché sull'uso di queste realtà non ci sia nessun divieto.

Un esempio divertente:

Lo scopo che Dio ha assegnato agli occhi dell'uomo è guardare in avanti (ecco perché sono posti nella parte anteriore della testa), da cui si evince che gli specchietti retrovisori delle auto sono contro natura, perciò immorali.

La cosa che però è più inaccettabile, per il vescovo Robinson, è che questo insegnamento ha alimentato l'idea di un Dio molto irascibile, che condanna una persona all'Inferno per tutta l'eternità solo perché questa persona, senza pentirsi, ha cercato un momento di piacere partendo dal suo desiderio sessuale. Ovvero un'idea di Dio che è assolutamente contraria all'idea di Dio che Gesù ci ha presentato.


Un insegnamento basato sulle asserzioni

La Chiesa afferma che le finalità procreativa e unitiva:

  • sono presenti in ogni singolo matrimonio a prescindere dalle circostanze
  • sono elementi essenziali di ogni singolo atto del rapporto sessuale.

Da dove nasce la perentorietà di queste affermazioni?

La si può dimostrare? Ci sono le prove? Se ci sono le prove perché i documenti della Chiesa non presentano queste prove?

Se una coppia, per esempio, viene a sapere dai medici che i figli che concepirà potrebbero soffrire di una seria malattia ereditaria che li renderà disabili, possiamo dire che agisca contro la volontà di Dio se sceglie di adottare dei figli?

Cosa dire poi di una coppia che, dopo aver avuto un certo numero di figli, si accorge di non essere più in grado (finanziariamente e psicologicamente) di educarne altri e mette da parte, da un certo momento in poi, la finalità procreativa del matrimonio?

Su quali basi noi diciamo che queste coppie stanno agendo contro la volontà di Dio?


Una morale degli atti fisici

L’insegnamento della Chiesa si basa sulla considerazione di ciò che è visto come naturale, stabilito da Dio, negli atti fisici in se stessi, piuttosto che in quegli stessi atti visti nel contesto più generale delle azioni che compiono gli esseri umani.

Prendiamo il caso di alcune coppie sposate che scoprono di essere sterili perché gli spermatozoi non possono raggiungere l’ovulo della donna.
Da parecchi anni la medicina ha messo a punto delle tecniche per superare questo problema. Si chiamano fecondazione assistita.

Questa pratica è condannata perché il singolo atto fisico non è integrale. Nonostante ciò che spinge la coppia sia quello di vivere entrambe le dimensioni del matrimonio, sia procreativa che unitiva.


L’idea di naturale

Che cosa significa naturale? Ciò che è naturale per un etero non lo è per un gay e viceversa.

Idea di Naturale


Non è basata sull'insegnamento di Gesù

Gesù

Perché la Chiesa, nel tentativo di comprendere la natura morale della sessualità come la forza più potente e importante della vita umana, non fa riferimento a qualcosa che Gesù ha detto o fatto?

Perché invece di fare riferimento alle parole e ai gesti del suo fondatore prende per buone idee che vengono da altre fonti?


Il risultato

La Chiesa Cattolica propone un insegnamento che:

  • sul terreno della logica non è attraente neppure per le persone meglio disposte ad accoglierlo.
  • anche all’interno della Chiesa, molti, soprattutto i giovani, non accettano più.
  • che è stato rigettato dalla società occidentale nel suo complesso, che ha invece fatto propria una posizione che, per molti versi, afferma l’esatto contrario.


Quale etica sessuale?

Di quale etica abbiamo quindi bisogno?

Abbiamo bisogno di un etica sessuale che, quando individua un’offesa nei confronti di Dio, non lo fa per la presenza dell’atto sessuale in se stesso, ma per il danno che questo atto sessuale può causare alle persone.

Perché Dio prende molto sul serio ogni situazione in cui, per il desiderio sessuale o per qualunque altra causa, gli esseri umani vengono danneggiati.

  • E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato in mare (Mc 9,42)
  • Signore, quando ti abbiamo visto affamato, assetato, straniero, nudo, malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
    In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me (Mt 25,44-45)

Quale Etica


Moralmente Neutro?

Si può allora concludere che:

  • il piacere sessuale, come qualsiasi tipo di piacere, è in se stesso moralmente neutro e che quindi non è ne buono ne cattivo?
  • sono le circostanze che rendono questo piacere buono o cattivo?
  • basta che nessuno venga danneggiato?


Due atteggiamenti diversi

Felice Infelice

Si può approcciare la sessualità con due atteggiamenti diversi: “Non fare del male” e “Ama il tuo prossimo”

Il primo atteggiamento parte da una affermazione negativa (non fare del male) e inevitabilmente porta le persone a non preoccuparsi troppo del bene dell’altro e a cercare solo il proprio piacere.


Cosa dice il Vangelo

Il secondo atteggiamento è quello di Gesù, che dice “Ama il tuo prossimo”

L’amore non coincide con l’atteggiamento negativo di chi cerca di evitare di fare il male, l’amore implica un genuino rispetto per l’altro.

Dobbiamo prendere molto sul serio il danno che può essere causato dal nostro atteggiamento sessuale e tenere conto di tutti i fattori.

Fra questi fattori sicuramente ci sono la violenza fisica e psicologica, l’inganno e l’auto inganno, fare del male ad una terza persona (tradimento), trattare le persone come oggetti sessuali e non come persone, ecc…


Gli effetti sugli atti omosessuali

I momenti di intimità sessuale:

  • piacciono a Dio quando contribuiscono alla costruzione delle persone (anche gay) e delle relazioni
  • dispiacciono a Dio quando danneggiano le persone e le relazioni.

Le relazioni che si stabiliscono fra le persone (anche gay) vanno fondate su un affetto genuino e sulla ricerca del bene dell’altro piuttosto che sull’interesse egoistico o sulla gratificazione personale.


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