La Sorgente

G. Geraci - Nella Chiesa e per la Chiesa


Incontro di Sabato 24 Ottobre 2015


Le strade dell'amore
Nella Chiesa e per la Chiesa
Essere omosessuali e cattolici seguendo il magistero della chiesa

Gianni Geraci nel suo contributo alla conferenza internazionale che si è svolta a Roma nel mese di ottobre 2014 ha riflettuto sulla sua esperienza personale di omosessuale, cattolico, credente impegnato da oltre 25 anni nel gruppo milanese del Guado. Gianni Geraci è stato ed è uno dei sostenitori più accaniti del dialogo e dell’ascolto reciproco. Ci offre in queste brevi pagine le sue riflessioni sulla questione focale di come essere nella chiesa ed esseri se stessi.

La riflessione si articola partendo dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Per Geraci il catechismo come per la Scrittura occorre sempre “inquadrarlo all’interno del contesto in cui si colloca e senza prendere in considerazione le preoccupazioni che hanno portato a un certo tipo di definizione.” Questa premessa è fondamentale per poter seguire le sue ragioni.


Art:2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. […]

Un approccio letterale acritico potrebbe fare pensare che questa esortazione permette di dire che il Magistero della Chiesa approva, in alcuni casi, l’intimità sessuale tra le persone dello stesso sesso. Sappiamo infatti tutti che la castità non coincide con la continenza. […] Basta però verificare questa ipotesi alla luce del discorso generale che il Catechismo fa sulla omosessualità […] per dire che una conclusione di questo tipo è senz’altro fuorviante.

Dal testo di Geraci

Nella tua esperianza di vita, non in astratto e non rispondendo con un si o con un no, cosa pensi su questo tema?


Art:2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. […]

Colpisce la sobrietà con cui vengono descritti i tanti fenomeni collegati alla omosessualità […] l’omosessualità è descritta per quello che è: la relazione tra due persone dello stesso sesso che provano un’attrazione reciproca. […] Pur nella sobrietà il testo riesce a comprendere un aspetto, il fatto di essere un fenomeno che si presenta in maniera plurale. […] Diventano inutili tutte le discussioni tra chi sostiene che omosessuali si nasce e chi, invece, sostiene che omosessuali si diventa. Il problema vero che la persona omosessuale deve affrontare è quello di trovare in che modo può vivere in maniera responsabile e coerente con il messaggio evangelico.

Dal testo di Geraci

Hai mai riflettuto su queste parole del Catechismo? Cosa pensi di questo testo alla luce delle parole di Geraci?


Art:2357 Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati». Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

[…] La condanna degli atti è inequivocabile. […]

Dal testo di Geraci

Tu cosa pensi di questa seconda parte dell’articolo del Catechismo?


Art:2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

[…] Anche le persone omosessuali sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita. […] La Chiesa è una comunità di peccatori chiamata da Dio a vivere l’esperienza della grazia misericordiosa e non una conventicola di eletti che guardano il resto del mondo con uno sguardo avvelenato da un senso di superiorità che non ha nessuna ragion d’essere. […] Chi più soffre per la difficoltà di un determinato cammino, più può contemplare da vicino Gesù crocefisso, che ha vissuto sulla propria carne il dramma di una chiamata che lui non desiderava affatto (Mt 26,39) e che l’ ha fatto soffrire fino all’imprecazione (Mt 27,46).

Dal testo di Geraci

Hai mai vissuto l’esperienza della tua omosessualità quale invito a realizzare la volontà di Dio? Nella tua vita hai vissuto l’esperienza di vivere con dolore questa “chiamata”?


[…] Essere omosessuali non significa essere dei poveri malati, essere omosessuali non significa nemmeno essere persone di serie B che portano sulle spalle il peso di un destino all’infelicità, essere omosessuali non significa nemmeno essere per forza portati alla promiscuità sessuale e alla ricerca spasmodica di avventure sempre diverse. Essere omosessuali significa invece vivere in prima persona una variante della affettività umana ce non preclude la possibilità di vivere con soddisfazione tutti gli aspetti della propria vita, anche quelli connessi alla dimensione affettiva. Essere omosessuali è una possibilità. Essere omosessuali è uno dei tanti doni che una persona può ricevere da Dio. […] Solo chi riesce a ringraziare Dio di essere omosessuale può chiedergli di aiutarlo a vivere fino in fondo e nel modo giusto la sua omosessualità. […] Credo che le persone omosessuali che prendono sul serio le indicazioni del magistero, non possono escludere a priori di vivere una relazione di coppia basata su un amore di tipo “coniugale” e quindi, per questo motivo vicina a quella virtù della castità che il Catechismo raccomanda con cosí tanta convinzione. […] Due persone omosessuali che vivono una relazione di coppia hanno il dovere di non nasconderla e di testimoniarla all’interno della comunità cristiana di cui fanno parte […] Solo ascoltando chi ha vissuto certe esperienze in prima persona chi non è omosessuale riesce a farsi una idea corretta di cosa voglia dire davvero essere omosessuali. Solo vedendo il volto di una persona omosessuale che si conosce davvero si riescono a superare i pregiudizi che ci sono quando si parla di omosessualità. […] Solo chi vuole davvero vivere il Vangelo seriamente ha di fronte a se il primo passo che le viene chiesto direttamente da Gesù: quello di mettere finalmente da parte l’ipocrisia e raccontare nella sua chiesa della sua omosessualità.

Dal testo di Geraci

Cosa pensi di queste affermazioni di Gianni? Parla anche a te? Parla anche di te? Una tuo pensiero da aggiungere questi?