La Sorgente

Beati i miti


Incontro di Sabato 8 Novembre 2014


Beati i miti perché erediteranno la terra

Non adirarti contro gli empi
non invidiare i malfattori.
Come fieno presto appassiranno,
cadranno come erba del prato.

Confida nel Signore e fà il bene;
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.

Sta in silenzio davanti al Signore e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo,
per l`uomo che trama insidie.

Desisti dall`ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati,
ma chi spera nel Signore possederà la terra.

Ancora un poco e l`empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
I miti invece possederanno la terra
e godranno di una grande pace.

Salmo 37(36) 1-11



"In quel tempo Gesù disse: venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero"."

(Mt. 11, 28-30)



La "mitezza" che Matteo attribuisce a Gesù non si riferisce solo all'ovvia qualità del carattere del Signore, ma alla scelta sociale da lui compiuta "assumendo la condizione di servo" (Filippesi 2,7).
Gesù, che "non è venuto per essere servito, ma per servire" (Mt 20,28), chiede di imparare da lui "mite e umile di cuore" (Mt 11,29); la mitezza che Matteo attribuisce a Gesù ha un ricco contenuto teologico: egli, unico erede del Padre, ha rinunciato ai vantaggi di questa eredità, affinché tutti i diseredati (i "miti") ne entrassero in possesso.
Per comprendere la mitezza alla quale è diretta la beatitudine occorre esaminare l'evidente citazione del Salmo 37: "I miti invece erediteranno <terra> e godranno di una grande pace".
A differenza della beatitudine, nel salmo 37 ai diseredati non viene promessa in dono "la terra", bensì che erediteranno "[una] terra". A questi "miti" il salmista annuncia che Dio restituirà "terra", cioè il terreno che è stato loro espropriato e ne donerà a chi mai ha posseduto nulla.
Matteo, pur rifacendosi alla promessa del salmo, la supera, e restituisce alla "terra" la sua dimensione universale, che si richiama alla promessa di Dio ad Abramo.
La promessa di Gesù è concreta e immediata: grazie alla decisione dei "poveri-beati" (prima beatitudine) di condividere generosamente quello che hanno, i diseredati (i "miti") riceveranno in dono gratuito "la terra", metafora e garanzia di indipendenza e libertà totali.

Padre dei Poveri. Le beatitudini di Matteo. Alberto Maggi



La mitezza indica forse una condizione sociale sfavorita (i poveri, gli sfortunati, gli oppressi), oppure un atteggiamento del cuore (gli umili, coloro che non sono prepotenti, che usano con moderazione dell'eventuale potere, che non prevaricano)?
Mitezza è la capacità di cogliere che nelle relazioni personali non ha luogo la costrizione o la prepotenza, ma è più efficace la passione persuasiva, il calore dell'amore.
Comprendiamo allora perché Gesù promette ai miti il possesso della terra.
Eredità della terra che è sicuramente la terra dei santi in cielo, ma che non è priva di riflesso sulla terra di oggi, chiamata a lasciarsi modellare dalla forza del regno già presente in noi.
La rinuncia alla vendetta, infatti, la rinuncia alla sopraffazione, alla prepotenza, fa trovare al cristiano, in ogni occasione, la via per aprire spazi alla misericordia della verità, alla costruzione di un nuovo volto della società.

C.M.Martini, Beati voi! La promessa della felicità, Milano 2012, pp. 43-51


Spunti per la riflessione

  • Nella tua vita hai mai fatto esperienza della fragilità e della debolezza? In quale occasione?
  • Vogliamo sempre avere ragione noi? Quante volte non accettiamo che l'altro abbia l'ultima parola?
  • Siamo animati da uno spirito di vendetta? Rispondiamo alle cattiverie subite con altre cattiverie?
  • Parliamo male degli altri? Cerchiamo di "distruggere" chi ci ostacola o ci è antipatico?
  • Abbiamo attenzione per i più deboli (anziani, malati, stranieri, persone sole e abbandonate), che sono i miti per eccellenza, perché non possono difendersi?