La Sorgente

Tenerezza


Incontro di Sabato 26 Ottobre 2013



La Tenerezza

Il riferimento aperto alla tenerezza, come espressione della cura dell'altro e della bontà, dalla parte di Papa Francesco, dai suoi primi interventi, colpì tutti. Giuliano Ferrara, sul Foglio Quotidiano, ebbe subito da dire. E molti altri erano sorpresi e un po' infastiditi. Altri, hanno accolto il messaggio.

Importante - et pour cause - la sottolineatura (di Francesco stesso) che non si tratta di debolezza, al contrario, richiede fortezza e coraggio, un amore solido, capace di vera solidarietà e di perdono.
Il tema di oggi, si colloca tra quello precedente - prendersi cura dell'altro - e quello che tratteremo dopo, la misericordia (hesed, amore misericordiono, incondizionato e fedele).

Nella Bibbia ebraica, che talvolta consideriamo impostata sull'immagine di un Dio severo, giustiziere, uno dei primi e più ricorrenti titoli divini è proprio questo: "Dio tenero e pieno di grazia". L'aggettivo tenero é riservato a Dio. Questa è la sua vera potenza, quella di un padre (salmo 103,13), di una madre sul cui seno il credente può riposare come bimbo svezzato (Salmo 131), di un pastore che si prende cura del gregge e soprattutto delle pecore deboli (Ez. 34).

In Gesù e nei testi della Nuova Alleanza, questo aspetto viene ulteriormente sottolineato, e costituisce il punto di contrasto con i farisei e la casta sacerdotale, che non sopportano la sua "preferenza" per i peccatori (o come tali pubblicamente considerati). Le parabole del buon samaritano (Lc. 10) e del figliol prodigo (Lc. 15), come anche l'episodio della peccatrice che piange ai piedi di Cristo nella casa di Simone (Lc. 7), e tutti i gesti di affetto e di prossimità di Gesù nei confronti degli ammalati, delle vedove, dei piccoli - lo mostrano chiaramente.

Lungo la storia della Chiesa, ogni volta che questo aspetto del Vangelo veniva messo un po' a tacere, per un intellettualismo sbilanciato o per un moralismo rigorista, sempre sono comparsi veri testimoni della tenerezza divina (Francesco di Assisi, le mistiche medievali, Aelredo … come pure Francesco de Sales e la spiritualità del Sacro Cuore). Il Cuore di Gesù è l'icona della tenerezza di Dio, così come la figura di quelli che imparano da Lui: Damiano di Molokai, Ettyh Illesum, Teresa di Calcutta ... e via dicendo, conosciuti o anonimi.



Una grande tenerezza ... fortezza d'animo e capacità di attenzione

[...] per "custodire" dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricodriamo che l'odio, l'invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! "Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza!

E qui aggiungo, allora, un'ulteriore annotazione: il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza. Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d'animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all'altro, capacità di amore.
Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!"

(Inizio del pontificato, 19 Marzo 2013)

"Tommaso non si fida di ciò che gli dicono gli altri Apostoli: "Abbiamo visto il Signore"… Vuole vedere, vuole mettere la sua mano nel segno dei chiodi e nel costato. E qual è la reazione di Gesù? La pazienza: Gesù non abbandona il testardo Tommaso nella sua incredulità; gli dona una settimana di tempo, non chiude la porta, attende…

Ricordiamo anche Pietro: per tre volte rinnega Gesù proprio quando doveva essergli più vicino; e quando tocca il fondo incontra lo sguardo di Gesù che, con pazienza, senza parole gli dice: "Pietro, non avere paura della tua debolezza, confida in me"; e Pietro comprende, sente lo sguardo d'amore di Gesù e piange. Che bello è questo sguardo di Gesù - quanta tenerezza! [...]

Pensiamo ai due discepoli di Emmaus: il volto triste, un camminare vuoto, senza speranza. Ma Gesù non li abbandona: percorre insieme la strada … Questo è lo stile di Dio: non è impaziente come noi, che spesso vogliamo tutto e subito, anche con le persone. Dio è paziente con noi perché ci ama, e chi ama comprende, spera, dà fiducia, non abbandona, non taglia i ponti, sa perdonare. [...]

A me fa sempre una grande impressione rileggere la parabola del Padre misericordioso, [...] mi dà sempre una grande speranza. Pensate a quel figlio minore [...] quando ha toccato il fondo, sente la nostalgia del calore della casa paterna e ritorna. E il Padre? Aveva dimenticato il figlio? No, mai. É lì, lo vede da lontano, lo stava aspettando ogni giorno, ogni momento: è sempre stato nel suo cuore come figlio, anche se lo aveva lasciato, anche se aveva sperperato tutto il patrimonio, cioè la sua libertà; il Padre con pazienza e amore, con speranza e misericordia non aveva smesso un attimo di pensare a lui, e appena lo vede ancora lontano gli corre incontro e lo abbraccia con tenerezza, la tenerezza di Dio, senza una parola di rimprovero: è tornato! E quella è la gioia del padre.

(San Giovanni in Laterano, 7 Aprile 2013)



Spunti di Riflessione

  • L'esperienza più forte, intensa, indimenticabile, di tenerezza da me vissuta.
  • Qual'è per me l'icona della tenerezza?
  • Da queste affermazioni del Papa, cosa mi sembra più importante da ritenere?
  • In quali aspetti questa tematica mi riguarda. Cosa vorrei cambiare nella mia vita?


Salmo 103: inno alla bontà e all'amore di Dio

1 Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
2 Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

3 Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
4 salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia,
5 sazia di beni la tua vecchiaia,
si rinnova come aquila la tua giovinezza.

6 Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
7 Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d'Israele.

8 Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
9 Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
10 Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

11 Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
12 quanto dista l'oriente dall'occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
13 Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,

14 perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
15 L'uomo: come l'erba sono i suoi giorni!
Come un fiore di campo, così egli fiorisce.
16 Se un vento lo investe, non è più,
né più lo riconosce la sua dimora.

17 Ma l'amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
18 per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli.