La Sorgente

Amicizia e affidabilità


Incontro di Sabato 23 Febbraio 2013



Amicizia e affidabilità

1Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore, ecco, il tuo amico è malato".
4All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato". 5Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. 6Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi, disse ai discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea!". 8I discepoli gli dissero: "Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?". 9Gesù rispose: "Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce". 11Così parlò e poi soggiunse loro: "Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo". 12Gli dissero allora i discepoli: "Signore, se s'è addormentato, guarirà". 13Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto 15e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!". 16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi a morire con lui!".
17Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro. 18Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia 19e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà". 23Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà". 24Gli rispose Marta: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". 25Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?". 27Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".
28Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: "Il Maestro è qui e ti chiama". 29Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. 30Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: "Va al sepolcro per piangere là". 32Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". 33Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: 34"Dove l'avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!". 35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: "Vedi come lo amava!". 37Ma alcuni di loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?".
38Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. 39Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni". 40Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?". 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato". 43E, detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!". 44Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare".

Giovanni 11,1-44)


Nel racconto affiorano scorci di amicizia, segnali di un legame profondo.

Li esaminiamo:

  • L'amico? Uno su cui puoi contare; non c'è bisogno di molte parole. "Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Colui che tu ami è malato"" (Gv 11, 3).
  • L'amico? Uno che non mette in atto cautele: "I discepoli gli dissero: "Rabbi, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?"" (Gv 11, 8).
  • L'amico? Uno che può essere in ritardo sui tuoi desideri: "Se tu fossi stato qui, - dice Marta - mio fratello non sarebbe morto!" (Gv 11, 21). All'amico puoi muovere un rimprovero. Dolce, ma non taciuto nel Vangelo.
  • L'amico? Uno che non sta al di fuori del tuo dolore, a discutere come gli amici di Giobbe, con parole al di fuori, ma entra: "Si commosse, si turbò e scoppiò in pianto" (Gv 11, 33-35). Nulla da spartire con gli uomini gelidi, che sorvegliano i sentimenti.
  • L'amico? Uno che ti porta fuori dalla casa della desolazione, ti fa guardare oltre, prolunga la visione, ti fa sognare la gloria di Dio, e gloria di Dio è l'uomo che vive: "Se crederai, vedrai la gloria di Dio" (Gv 11, 40).
  • L'amico? Uno che non si rassegna alle parole di morte, alle situazioni di morte, fa segni di vita, dice parole di vita: "Io sono la risurrezione e la vita" (Gv 11, 25).
  • L'amico? Uno che non ti lega, ti sbenda: "Liberatelo - dice Gesù, quando Lazzaro esce dal sepolcro ancora legato dalle bende - e lasciatelo andare" (Gv 11, 44). Uno che ti fa camminare, ti da tutto ciò che ti impaccia e ti lega.

Quando siamo affidabili? Quando non veniamo meno, quando non cambiamo per opportunità o per opportunismo, quando siamo fedeli alla parola (…) L'affidabilità sconfina con l'amicizia. Come non capire quanto siano state visioni di corto respiro quelle che gettavano sospetti sull'amicizia? Lo scolorimento dell'amicizia ha portato inesorabilmente allo scolorimento della fraternità, parola tanto declamata, ma spesso svigorita, privata di ogni sentimento: si ama tutti, e non si ama nessuno, si ama senza guardare, senza toccare, senza abbracciare. Con l'esito di comunità ecclesiali gelide, asettiche, asfittiche (…)


Spunti di riflessione

A partire dalla tua esperienza concreta, dei sette "amici" indicati sopra in quali ti identifichi, e perché? In quali vorresti riconoscerti ma non ci riesci? In quali vorresti imbatterti, e perché?



A te, Signore, amante della vita,
Amico dell'uomo,
innalzo la mia preghiera
per l'amico che mi hai fatto incontrare
sul cammino del mondo.
Uno come me, ma non uguale a me.

Fa' che la nostra
sia l'amicizia di due esseri
che si completano con i tuoi doni,
che si scambiano le tue ricchezze,
che si parlano con il linguaggio
che tu hai posto nel cuore.

Aiutaci a guardare con quello sguardo,
che comprende senza che l'altro chieda.
Aiutaci ad avere un cuore grande,
che sa partire prima che l'altro esprima.

Aiuta la nostra amicizia
Affinché non divenga chiusura;
dalle il respiro della vera libertà,
la forza di resistere nelle difficoltà,
il coraggio di andare oltre
il desiderio dell'egoismo.

La volontà di cedere per amore,
di amare anche oltre l'errore,
di giungere al sommo dell'amore: perdonare.
Perché soltanto quando si sa perdonare,
si può credere all'amore.

Fa' che le nostre mani
siano protese in un gesto di pace.
Fa' che le nostre parole
siano dolci ma anche forti.

Fa' che il nostro sorriso,
come le nostre lacrime,
non siano una maschera,
ma esprimano la profondità e la verità
dei sentimenti più sinceri e autentici.

(don Tonino Bello)