La Sorgente

Silenzio e Ascolto


Incontro di Sabato 9 Febbraio 2013



Silenzio e Ascolto

Una prospettiva che concerne solo i monaci? Un esercizio che riguarda solo i cristiani? No, un tesoro a disposizione di ogni essere umano che sia disposto a scavare nella propria interiorità per poterlo dissotterrare.

"E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te:
non sciuparla
nel futile commercio con la gente,
vane parole in un viavai
frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea".

Il poeta Kavafis: traduzione di Enzo Bianchi


Silenzio e Ascolto

L'immagine che l'autore propone per entrambe i termini scelti a la medesima: Il monte.
Tutta la scrittura ci regala l'immagine di alcuni monti che hanno la caratteristica di essere luoghi dove rifugiarsi nel silenzio per poi mettersi all'ascolto.
Mosè sale sul Sinai, Elia sale sull'Oreb, Gesù sale sul monte (non ne conosciamo il nome) forse è questo il più enigmatico. Un monte quale luogo dove Gesù si rifugia, forse volutamente non identificato per permettere anche a noi oggi di cercare un monte che sia il nostro monte dove rifugiarci. Un luogo dove i rumori e le distrazioni del mondo non arrivano e non lasciano traccia. Esiste oggi? Possiamo trovare un monte dove fare silenzio, noi figli della globalizzazione e della connessione Wirless-WiFi-Bluetooth?
Se si riesce a conquistare il silenzio, su un nostro monte, possiamo poi metterci in ascolto?????

La seconda immagine che Casati propone è quindi quella della trasfigurazione sul monte. Gesù che si rivela a quei tre apostoli e che mentre sono sul monte, nella sfolgorante luce che emana Cristo, l'invito che viene rivolto a questi tre poveri uomini è ASCOLTATELO (lo Shemà Israel!!)
Ora in tutti i momenti importanti di Israele (quindi per trasposizione oggi a noi) l'invito, dopo aver fatto silenzio, è quello di ascoltare. Non si può ascoltare se non si fa silenzio. Soltanto nell'ascolto le parole si sedimentano nel cuore, l'ascolto è qualcosa di profondo non è da confondere con il ripetere meccanico di termini e riti che diventano vuoti. Noi ascoltiamo le "parole della fede" le ripetiamo senza farle nostre, senza farle carne; se riusciamo a fare questo allora siamo in grado di ascoltare. Diciamo Padre Nostro……… ma è esperienza viva dentro il nostro cuore? Se dopo il silenzio riusciamo ad ascoltare e se dopo l'ascolto quelle parole diventano parte di noi allora comprenderemo il " il verbo si fece carne" (Gv 1,14).


Spunti di riflessione
  1. E allora cosa sono nella mia vita Silenzio e Ascolto?
    (vado nella chiesa più isolata del modo e aspetto che il Signore mi parli?)
  2. Da omosessuale cosa è il silenzio e l'ascolto?
    (non dire a nessuno che sono gay e origliare i commenti di parenti e conoscenti su di me?