La Sorgente

Semplicità e Quotidianità


Incontro di Sabato 12 Gennaio 2013



Semplicità e Quotidianità

Signore, il mio cuore non si esalta

i miei occhi non guardano troppo in alto

non vado in cerca di cose grandi

di grandi azioni al di là delle mie forze.

No, io raffreno il mio cuore

nella quiete e nel silenzio

come un bambino svezzato in braccio a sua madre

in me é tranquillo il mio cuore.

Attendi il Signore, Israele,

da ora e per sempre.

.

(Salmo 131 dal salterio di BOSE Salmi e Cantici Biblici, Traduzione di Enzo Bianchi.


Semplicità

La semplicità, oggetto di mille pubblicità e di tante promesse, specialmente in questo tempo di discorsi elettorali. Quante volte ci sentiamo dire: "serve semplicemente ... (e li spiegazioni di 10 minuti)". La semplicità della quale ci parla Casati è la semplicità che si declina meglio nel tempo liturgico appena trascorso, il tempo di Natale e meglio ancora il tempo dell'avvento. La semplicità che nell'avvento è un annuncio, una gravidanza (della quale sappiamo soltanto che venne trascorsa a servire una parente), di una nascita che (non essendoci posto per loro) avviene durante un viaggio.
La semplicità è quelle poche parole pronunciate da Maria, quei pochi gesti fatti da Giuseppe, quelle poche comodità offerte a questa donna, semplici e senza fronzoli come la stalla dove nasce Gesù.
La semplicità è un comportamento concreto di chi scegliendo di manifestarsi all'uomo non ha scelto di scendere da una nube ed essere incoronato re (avrebbe avuto più effetto mediatico e certamente un successo planetario garantito) ma ha scelto di essere microscopicamente piccolo (cellulare) per essere carne ed ossa come le sue creature.
La semplicità è nelle parole che Gesù usa, nel linguaggio che sceglie dinnanzi ai suoi interlocutori. Semplicità non significa stupidità ma chiarezza. Semplicità è la pienezza della trasparenza (sia il vostro parlare: "Si,si", "No,no"; il di più viene dal maligno). Tutto ciò che è semplice è l'opposto del complicato.


Quotidianità

"La solita vita! Non faccio nulla di buono! La giornata è volata e non so cosa ho fatto!". Quante volte abbiamo sentito queste frasi o frasi similari. Lo si dice per mancanza di autostima? Non credo! La domanda che casati ci propone in questa circostanza è: "e allora cosa fai dalla mattina alla sera?".
Già, dalla mattina alla sera! Da quando ci alziamo dal letto ancora assonnati a quando nel letto torniamo stanchi e con gli occhi appesantiti. Come cattolici abbiamo spesso la tendenza a vedere nella vita quotidiana qualcosa che occorre guardare con distacco poiché soltanto la vita eterna è quella che vale davvero! Viviamo la nostra vita chiedendoci come dovrà essere la vita eterna e non ci accorgiamo che la vita, la nostra vita ci sfugge dalle mani e che non riusciamo a vivere un bel niente se non impariamo a stupirci dinnanzi a quanto di bello ogni giorno ci accade. Ecco che un cielo sereno, un tiepido raggio di sole, ma anche un sorriso uno sguardo ci donano quella eternità che è quotidianità.
E allora l'eternità è nelle piccole cose che viviamo ogni giorno. L'eternità è essere sereni ed in pace con noi stessi, con la nostra vita, con tutto quanto ci sta attorno, e con tutti quelli che ci stanno attorno. Non si può pensare che l'eternità non sia anche sopportare il vicino noioso, il parente pedante, il fratello invidioso, accettare pienamente la propria natura sessuale.


Proposte
  1. E allora cosa sono la semplicità e la quotidianità per noi oggi?
  2. Gesù, nella sua vita terrena ha scelto di aderire completamente a questi due concetti. Ha parlato in modo piano e semplice, non ha usato sotterfugi o teologiche allocuzioni (quelle sono arrivate dopo di lui), ha parlato ad analfabeti ed ignoranti, ha portato a tutti il suo messaggio senza che nessuno fraintendesse quello che stava dicendo. E tu che fai?
  3. Come ho fatto e come/cosa faccio io?
  4. Dopo il silenzio (dalla nascita fino alla presenza nel tempio fra i dottori e poi nulla più) la scrittura ci racconta di un Gesù che non sta li a teorizzare ma entra in contatto con la gente, guarda negli occhi, stringe le mani, guarisce i malati, riempie le sue giornate di incontri e di insegnamenti (offerti e ricevuti), rimprovera, gioisce, piange, ride. Non resta in disparte ma nella vita "pubblica" compie tutte le azioni di una persona normale all'interno di una società. E tu che fai?
  5. Da omosessuale come vivi la semplicità e la quotidianità? (un filo di perle sempre al collo come Marilin che metteva soltanto due gocce di Chanel n° 5 per dormire)
  6. Da credente come vivi la semplicità e la quotidianità? (una messa ogni domenica, una confessione ogni volta che l'anima è immonda e l'otto per mille alla chiesa cattolica)
  7. Da omosessuale credente come vivi la semplicità e la quotidianità? (un filo di perle e a messa la domenica?)