La Sorgente

Una nuova teologia per le persone transessuali


Incontro di Sabato 26 Maggio 2012



Il gruppo incontra una testimone

Riflessioni tratte da whosoever.org/v2Issue2/starchild.html

Non entrerà nella comunità del Signore chi ha il membro contuso o mutilato

(Dt 23,1)

Non dica l'eunuco: "Ecco, io sono un albero secco!". Poiché così dice il Signore: "Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, preferiscono le cose di mio gradimento e restano fermi nella mia alleanza, io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome meglio di figli e figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato".

(Is 56,3-5)

Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini; e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca.

(Mt 19,12)

Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò

(Gn 1,27)

Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua e l'eunuco disse: "Ecco, qui c'è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?". Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò.

(At 8,35-38)

Non c'è più Giudeo né Greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù

(Gal 3,28)



Cosa dice la Bibbia

Le Scritture non fanno diretto riferimento al tema della transessualità. Tuttavia, vi sono presenti alcuni concetti che si riferiscono indirettamente all'idea di persone caratterizzate da condizioni di genere inusuali e al modo in cui dobbiamo relazionarci nei loro confronti. Si tratta degli eunuchi, ossia non tanto persone che stanno passando da un sesso all'altro, quanto persone che non sono più veri membri del loro sesso originale. In tempi e luoghi diversi le persone transessuali hanno utilizzato la categoria dell'eunuco come un modo per cambiare il più possibile rimanendo comunque all'interno della propria società. Non è quindi forzato individuare una linea di continuità tra eunuchi e transessuali.

Israele era circondato da culture che si avvalevano di eunuchi, in particolare per sfruttarli come schiavi e per utilizzarli a scopo religioso. Uno dei limiti posti a Israele affinché potesse auto-definirsi "popolo eletto" fu l'esclusione degli eunuchi dal culto dell'Alleanza. Ciò era probabilmente connesso all'importanza che nell'antico Israele si accordava alla mascolinità, alla famiglia e alla procreazione. Ma il profeta Isaia (Is 56) annuncia che questa esclusione svanirà quando sarà stabilito il nuovo regno di Yahweh. Nel nuovo regno il popolo dell'Alleanza non si limiterà a includere coloro che sono distintamente maschi o femmine, ma anche coloro che ricadono nel mezzo. La cosa più importante, per queste persone di genere insolito, non è quale sia il loro genere, ma se si attengono al sabato ebraico di Yahweh, scelgono le cose che piacciono a Yahweh e rispettano l'Alleanza. In altre parole, le stesse cose che valgono per le persone di chiaro genere maschile o femminile.
Gesù insegna che gli eunuchi sono accolti nel Regno di Dio e ne amplia il concetto, fino a comprendere non solo chi è stato reso così dagli uomini, ma anche chi è nato con genere indeterminato e chi lo sceglie deliberatamente. Il primo gruppo di eunuchi estende l'idea, presente nella Genesi, secondo cui Dio ha creato gli esseri umani come maschio o femmina: Gesù dice che Dio ha creato anche individui che sono nati eunuchi e non rientrano in queste due categorie. L'ultimo gruppo di eunuchi non comprende quelli che sono stati fisicamente castrati (il secondo gruppo), bensì, plausibilmente, maschi ancora tali dal punto di vista fisico, ma che in seguito alle loro scelte di vita non vivono più come maschi bensì come eunuchi. Solitamente si ritiene che questo passaggio si occupi del tema del celibato.

Ma comunque sia, le parole di Gesù sugli eunuchi invitano a essere accoglienti nei confronti di persone con scelte di genere fuori dall'ordinario. Questa nuova inclusione e celebrazione è visibile nello svolgimento della storia della salvezza negli Atti degli Apostoli. Prima delle meravigliose storie sull'accoglienza dei pagani e dei samaritani all'interno della Chiesa, troviamo la breve storia dell'eunuco etiope. E' interessante che, quando incontra Filippo, l'eunuco stesse leggendo il profeta Isaia, che annuncia l'inclusione degli eunuchi. A differenza di Pietro, che aveva bisogno di una visione estatica per superare i pregiudizi nell'includere i pagani, Filippo non ha bisogno di alcuna sollecitazione per sapere che lo Spirito lo sta chiamando a includere gli eunuchi nel Regno di Dio. Filippo proclama la buona novella, l'eunuco vi crede e grazie al battesimo è immediatamente accolto nella famiglia della fede. Per questo il primo limite che è stato superato nel nostro battesimo in Cristo non è un limite di differenza religiosa o di razza, ma uno inerente le condizioni di genere insolite.

Quando l'apostolo Paolo descrive come il nostro essere uno in Cristo tramite il battesimo faccia cadere quei normali confini che noi percepiamo invece come ostacoli, include molto esplicitamente il genere come una di queste condizioni divenute ormai irrilevanti. Chiaramente Paolo non sta dicendo che noi, come individui, non siamo più maschi o femmine, così come non sta dicendo che non siamo più ebrei o greci. Tuttavia, Paolo sente chiaramente che questa nuova libertà in Cristo significa che un ebreo può ora vivere come un greco, abbandonando le restrizioni di dieta e di calendario che prima li separavano. Non è forzato vedere in questo pensiero come, in Cristo, coloro che possiedono una condizione di genere insolita abbiano la libertà di vivere nel genere opposto a quello assegnatogli alla nascita, qualora lo trovino necessario per lo sviluppo del loro vero Io.



Riportati alla forma corretta

La sofferenza può essere una parte importante nel vivere la vita cristiana, ma non è l'inizio della fede né la sua fine.La fede inizia con l'affermazione che Dio ci ha creati buoni. Prima di qualsiasi preoccupazione nei riguardi del peccato e della necessità di essere redenti, c'è la realtà di essere stati creati da Dio come creature che Lui desidera benedire. Nella Genesi, Dio dice all'uomo di essere fecondo e moltiplicarsi. Dio gli dà il controllo della terra, cosa che implica un legame con tutta la creazione e un ruolo nella continua "creazione della creazione". Per cui, prima che il peccato faccia il suo ingresso nella storia, incontriamo l'immagine di uomini e donne che traggono piacere da quello che sono, traggono piacere l'uno dall'altro, dal legame con la creazione e dal legame spirituale con Dio. Il peccato fa il suo ingresso nella storia, ma la storia della redenzione è la storia del ritorno alla benedizione originale. Lo scopo della vita cristiana non è sentirsi alienati dal proprio vero Io, sentirsi alienati l'uno dall'altro, dall'intera creazione e da Dio, ma essere riportati al legame e all'originale senso di "giustezza". I transessuali, nel riconoscere l'incongruenza nella relazione tra la loro persona interiore e il loro corpo, e nel cercare di creare armonia dove prima non c'era, perseguono quindi il mandato della Genesi.


La chiamata di Dio

Una parte molto importante della teologia cristiana è il concetto di vocazione: Dio ci chiama donandoci capacità in un determinato campo. Chiaramente potrebbe essere necessario del sacrificio per raggiungere lo scopo. Ma il concetto fondamentale alla base della vocazione è che quando Dio ci chiama a un ministero, si aspetta che troviamo soddisfazione nella chiamata. Se qualcosa ostacola la realizzazione e la soddisfazione interiore, ostacola anche la capacità di servire adeguatamente Dio e il mondo nel campo che riguarda la nostra chiamata. Se la disforia di genere non permette a qualcuno di essere ciò che veramente è, né di adattarsi alla realtà che lo circonda, non gli permette di servire Dio al meglio delle proprie possibilità. La vocazione quindi richiede che la persona faccia qualsiasi cosa in suo potere per risolvere la disforia di genere. E il genere del corpo può essere cambiato per accordarsi al genere della mente, ma non può essere fatto il contrario.