La Sorgente

La Samaritana


Incontro di Sabato 8 Ottobre 2011



Laudes Creaturarum (o cantico di frate sole)

Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfano, et nullu-homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significat[i]one.

Laudatu si', mi' Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale ale tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si', mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ellu è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitade et tribulatione. Beati quelli ke-l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra Morte corporale, dala quale nullu-hom vivente pò skappare:

guai a cquelli ke morrano nele peccata mortali; beati quelli ke trovarà nele tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no-l farrà male.

Laudate et benedicete mi' Signore, et rengratiate e serv[i]ateli cum grande humilitate.



5Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». 8I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. 9Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. 10Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». 13Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». 15«Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16Le disse: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». 17Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito"; 18infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». 25Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». 26Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».
27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». 28La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: 29«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». 30Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

(Giovanni 4, 5-30).


Commento al brano della Samaritana

Il racconto giovanneo dell'incontro di Gesù con la Samaritana si pone come una delle pagine meglio riuscite del quarto vangelo: Raymond Brown afferma che in questo brano: "La mise en scène è una delle più dettagliate in Giovanni, e l'evangelista rivela una conoscenza del colore locale e delle credenze samaritane che colpisce". Tuttavia l'interpretazione di questa bella pagina evangelica, abilmente strutturata dalle parole di Gesù a cui fanno da contrappunto quelle della Samaritana, sua efficiente spalla, in unione agli interventi corali dei discepoli e della folla di Samarìa strutturano questa bella pagina evangelica, si rivela tutt'altro che semplice.
Le ragioni della difficoltà di intendere questo brano sono le medesime del suo irresistibile fascino, e cioè l'ampio utilizzo delle tecniche che Giovanni abitualmente usa per la drammatizzazione dei suoi racconti (fraintendimento al versetto 11; ironia al 12; rapido cambiamento di un argomento imbarazzante al 19; il passaggio dal primo piano al retroscena al versetto 29).
Tralasciando queste considerazioni letterarie, che tuttavia non sono prive di valore, sarà opportuno chiedersi il senso di questo brano giovanneo. Chi è la Samaritana? E un personaggio reale o un simbolo? Forse è un po' entrambe le cose. Prima di tutto è una donna, e questo, per la società fortemente maschilista dell'antichità, la pone già in una posizione marginale. Inoltre è samaritana, cioè appartiene a quel popolo ibrido, che contava tra i suoi antenati gli ebrei e pagani, che pii Israeliti consideravano eretici e impuri: questo spiega sia lo stupore della donna quando Gesù le rivolge la parola che la reazione, sia pure inespressa, degli apostoli quando trovano il Maestro che parla con quella sconosciuta.
Inoltre la Samaritana sembra avere un passato un po' discutibile: ha avuto, infatti, ben cinque mariti. Difficilissimo capire se questi cinque uomini siano un simbolo, e di che cosa: una discussione che va avanti da quando il vangelo di Giovanni ha visto la luce; certamente, fatto di gossip o simbolo di altro, la Samaritana non si raccomanda per la sua condotta. Eppure proprio a questa donna, cosi chiacchierata, Gesù rivolge la sua parola; e la rivolge per chiedere. Forse è un caso di ironia giovannea: colui dal quale tutti abbiamo ricevuto, si fa bisognoso davanti a quella donna; Agostino scriverà che Cristo aveva sete della fede della Samaritana, quasi a dire che ha un desiderio ardente di incontrarla e di farle conoscere la sua persona e il suo amore. Ma di quest'amore e di questa conoscenza ha sete anche la Samaritana; ha bisogno dell'acqua viva, cioè della consapevolezza di essere voluta bene e salvata, anche se non lo sa.
Gesù conduce la donna attraverso un percorso di scoperta di se stessa e di lui: attraverso una serie di domande e risposte, prima ostili e poi sempre più interessate a quello strano personaggio.
Forse uno dei punti più forti del dialogo si ha quando Gesù chiede alla donna di chiamare suo marito. La Samaritana, forse vergognandosi della sua situazione irregolare (reale? Metaforica?), spera di cavarsela con una bugia, prontamente smascherata da Gesù, ma senza nessuna cattiveria, senza durezza. Proprio quell'atteggiamento lascerà un segno positivo nella donna che se ne ricorda al momento di annunciare ai suoi concittadini il suo incontro.



Spunti di riflessione

Per calare un po' nel nostro vissuto questo brano, potremmo porci alcune domande:

  1. Gesù ci offre la possibilità di entrare in relazione con Lui, e questa relazione la desidera ardentemente. Sono e mi sento consapevole di questo amore?
  2. Mi rendo conto che non saranno i miei limiti, né i miei difetti, e nemmeno i miei peccati a separarmi dall'amore di Cristo?
  3. E io, di che cosa ho sete