La Sorgente

Farsi prossimo


Incontro di Sabato 30 Aprile 2011



La solidarietà nella terra degli ultimi

Chi sono gli ultimi?

1«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale, sul far del giorno, uscì a prendere a giornata degli uomini per lavorare la sua vigna. 2Si accordò con i lavoratori per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. 3Uscì di nuovo verso l'ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati, 4e disse loro: "Andate anche voi nella vigna e vi darò quello che sarà giusto". Ed essi andarono. 5Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso. 6Uscito verso l'undicesima, ne trovò degli altri in piazza e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?" 7Essi gli dissero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". 8Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi". 9Allora vennero quelli dell'undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. 10Venuti i primi, pensavano di ricevere di più; ma ebbero anch'essi un denaro per ciascuno. 11Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo: 12"Questi ultimi hanno fatto un'ora sola e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo". 13Ma egli, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro? 14Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest'ultimo quanto a te. 15Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?" 16 Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi».

(Matteo 20, 1-16).

Chi pensa di essere il primo ottiene, naturalmente, di porre gli altri al di sotto di lui. Cioè umilia gli altri. Da qui "l'incapacità radicale di chi si pone primo di rispondere ai bisogni degli altri. Solo a partire dall'uguaglianza si crea solidarietà. Perciò solo dall'ultimo posto è realmente possibile alleviare la sofferenza e diffondere felicità"

((Josè M. Castillo: "Fuori dalle righe: il comportamento di Gesù)


Beati i poveri di spirito, perché di loro è il regno dei cieli

l'ambizione a salire e a porsi al di sopra degli altri è la causa più determinante della violenza e dell'oppressione in questo mondo. L'etica di Gesù nella misura in cui è prima di tutto etica della solidarietà in questa stessa misura è etica degli ultimi, fino al'estremo di presentarli come progetto. Gesù non pensava che gli ultimi siano i buoni: in mezzo agli ultimi vi sono buoni e cattivi, come in tutte le parti. Succede però che gli ultimi mancano di potere, e perciò sono i più bisognosi di questo mondo

(Josè M. Castillo, cit.).

Nel capitolo 25 di Matteo Gesù indica quali sono le condizioni per avere la vita, la pienezza della vita. Non elenca nessun atteggiamento religioso ma tutti atteggiamenti che riguardano l'amore. Il Signore non ci chiederà se abbiamo creduto o meno ma se abbiamo amato o no. Non chiederà quante volte siamo entrati in Chiesa ma se abbiamo aperto la nostra casa a chi ne aveva bisogno. E Gesù elencando le azioni che indicano pienezza di vita si identifica con lo straniero:

"Ero straniero e mi avete accolto"

Che cosa gli risponderemo: che la legge Bossi-Fini non lo permetteva? Poi c'era il ministro Maroni così sensibile: mica potevamo accoglierli gli stranieri. E Gesù ha parole tremende verso coloro ai quali ha detto "ero straniero e non mi avete accolto". E non dice "maledetti dal Padre mio", perché il Padre non maledice nessuno. Dice semplicemente "andate via maledetti". Sono queste persone che si sono maledette. Chi rifiuta di dare vita agli altri la toglie sì all'altro ma la toglie anche a se stesso.



Chi è il prossimo?

20mi sono fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge, pur non essendo sotto la legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge. 21Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge. 22Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. 23Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.

(1 Corinzi 9, 20-23)



Gaza, pioggia di fuoco

"Ho lasciato le mie cugine che stavano lavando i panni nel cortile di casa, quindi mi sono avviato verso la moschea per la preghiera di mezzogiorno. Non avevo ancora camminato per 500 metri quando ho sentito il boato, e giratomi di scatto ho visto il fumo salire sopra la nostra casa".
Mentre ci offrono il caffè e i datteri rituali sotto la tenda della veglia funebre, Nidal continua il suo racconto. "Sono precipitato indietro con alcuni familiari e appena varcata la soglia di casa la scena raccapricciante: tutte e 4 le donne stavano stese a terra, Najah era già cadavere mentre sua figlia Nidal è spirata fra le mie braccia. Abbiamo caricato le altre 2 sorelle, Nida e Fida su 2 auto e siamo corsi incontro alle ambulanze. "
Ad Al-Farahin, Est di Khan Younis un drone UAV israeliano, uno di quei velivoli senza pilota comandati a distanza che qui a Gaza chiamano "zannana", ha mirato e fatto centro su un gruppo di donne. Il missile è esploso a mezzo metro da Najah Harb Qdeah, 45 anni, uccidendola sul colpo. Nidal Ibrahim Qdeah di 20 anni, è morta poco dopo, Fida di anni 15 è rimasta seriamente ferita ad una gamba mentre Nida Qdeah, un'altra bambina di 12 anni, sta lottando in questo momento fra la vita e la morte all'ospedale Europa di Khan Younis.
Questa mattina, prima dell'attacco alla famiglia Qdeah, durante un bombardamento venivano uccisi 2 guerriglieri di Hamas e contemporaneamente a Rafah 3 civili venivano feriti gravemente.
A Qarara , nel centro della Striscia di Gaza, moriva sotto le bombe Talal Abu Taha, un civile di 55 anni.
Nel pomeriggio altri 4 guerriglieri della resistenza palestinese uccisi a Est e a Nord di Gaza city.
Verso sera, le sofisticate apparecchiature israeliane tornavano a puntare sui civili e precisamente un gruppo di bambini che stava giocando a calcio nei pressi di Shujaiyeh: 2 bambini uccisi e feriti un'altra decina di minori di diciotto anni.
Uno dei corpi dei piccoli, non ancora identificati è arrivato all'ospedale Al Shifa decapitato.
All'ora in cui sto scrivendo, le 22:30 locali, gli ospedali sono in stato di allerta, e molti letti sono già occupati da feriti gravi, per la maggioranza civili. Fra questi, due donne colpite da schegge di proiettile a Zeitoun, quartiere est di Gaza city e un paramedico palestinese, rimasto seriamente ferito mentre cercava di evacuarle dalla zona dei bombardamenti.
Sotto la tenda funebre allestita per raccogliere il cordoglio per le donne assassinate ad Al Fahraeen, Nidal non trattiene la sua rabbia: "hanno apparecchiature così sofisticate da riuscire dal cielo a leggere l'ora sul display del tuo orologio, e come è possibile che abbiano commesso un errore così marchiano da bombardare un cortile di una casa dove alcune donne stendevano dei panni?"
Mi immagino quel soldato che è al posto di comando del drone che ucciderà anche questa notte, come se stesse vivendo una realtà virtuale, e gli omicidi punti accumulati sullo schermo di una mortifera playstation.
Il governo della Striscia è tornato anche oggi a chiedere una tregua, ma la sensazione è che siamo ancora distanti dal game over di terrore e omicidi.
Ahmed mi ha appena chiamato al telefono: "Victor, hai del pane in frigo? Dai usciamo, conviene fare scorte".
Restiamo Umani
Vik da Gaza city

(Vittorio Arrigoni su Guerrilla Radio Blog, 10 aprile 2001)

36"Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s'imbatté nei ladroni?" 37Quegli rispose: "Colui che gli usò misericordia". Gesù gli disse: "Va', e fa' anche tu la stessa cosa"."

(Luca 10:36-37)


 

"Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde.
Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perché egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.
Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile"".

(Nadia Monari, infermiera volontaria in Kenya)



Spunti di riflessione

  1. La Solidarietà nasce nell'Attenzione
    So guardarmi intorno e porgere orecchio prima di passare al "Ghe pensi mi" perché tutto funzioni?
  2. La Solidarietà nasce nella Prossimità
    Come mi dispongo verso il prossimo? Riesco a condividere e "com-patire" o resto "asimmetrico"?
  3. La Solidarietà non fa Rumore
    Quando fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra" (Mt 6,3) È così anche per me?
  4. La Solidarietà non fa Ostaggi
    Pretendo la gratitudine dell'altro? Mi ritengo in credito o in diritto di "rammentare" all'altro?