La Sorgente

Comprendere le Omosessualità


Incontro di Sabato 18 Aprile 2009



Comprendere le omosessualità

Ricorda la promessa fatta al tuo servo, con la quale mi hai dato speranza. Questo mi consola nella miseria: la tua parola mi fa vivere.

I superbi mi insultano aspramente, ma non devìo dalla tua legge. Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, e ne sono consolato.

M'ha preso lo sdegno contro gli empi che abbandonano la tua legge. Sono canti per me i tuoi precetti, nella terra del mio pellegrinaggio.

Ricordo il tuo nome lungo la notte e osservo la tua legge, Signore. Tutto questo mi accade perché ho custodito i tuoi precetti.

La mia sorte, ho detto, Signore, è custodire le tue parole. Con tutto il cuore ti ho supplicato, fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti. Sono pronto e non voglio tardare a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, ma non ho dimenticato la tua legge. Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli e osservano i tuoi precetti. Del tuo amore, Signore, è piena la terra; insegnami il tuo volere.

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, secondo la tua parola. Insegnami il senno e la saggezza, perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
Prima di essere umiliato andavo errando, ma ora osservo la tua parola. Tu sei buono e fai il bene, insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti, ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti. Torpido come il grasso è il loro cuore, ma io mi diletto della tua legge.

Bene per me se sono stato umiliato, perché impari ad obbedirti. La legge della tua bocca mi è preziosa più di mille pezzi d'oro e d'argento.

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato; fammi capire e imparerò i tuoi comandi. I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi e con ragione mi hai umiliato. Mi consoli la tua grazia, secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia gioia. Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti. Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti, perché non resti confuso.

(Salmi 119, 48-80)


 

[…]Comprendere è un atteggiamento del cuore. La comprensione dovrebbe essere la parte che riguarda l'intelligenza. Ovvero comprendere la persona omosessuale significa rivedere una condizione che è stata per troppo tempo guardata soltanto come un comportamento genitale, considerato perverso e malato, e comunque innaturale, quella che vede nell'omosessuale un eterosessuale depravato che deve essere messo in riga. […] Accogliere la persona omosessuale, per un cristiano, è un percorso che passa attraverso tre punti forti: la Bibbia, la tradizione dell'insegnamento morale, la percezione che le scienze moderne hanno della condizione omosessuale. […] Si è convinti che la Bibbia abbia già detto una parola definitiva su questo argomento, che la dottrina abbia rilegato come perenne e immutabile “il peccato contro natura”, che le scienze siano, per il credente, irrilevanti. Nello specifico:

[…]Bibbia: i passi che fanno riferimento esplicito ad atti riconducibili come omosessuali stanno sulla punta della mano. (Gn 19, 1-11) (Lv 18,22 e Lv 20,13) (1Cor 6,9) (1 Tm 1,10) (Rm 1,26-27). I passi biblici vanno ricondotti al loro contesto storico, e così facendo ci accorgiamo che vogliono dire una cosa diversa da quello che gli si fa dire. La Bibbia ignora l’omosessualità come condizione psicologica e incolpevole della persona.

[…]Dottrina: molti hanno della dottrina, ovvero della tradizione, un’idea ancora più rigida di quella che si ha nei confronti della Bibbia. Che sull’omosessualità la tradizione, o meglio la dottrina, abbia detto sempre la stessa cosa è tutto da dimostrare. Appena quaranta anno fa non si parlava di omosessualità ma di sodomia, nel Catechismo della Chiesa Cattolica si parla di “relazione tra uomini o donne che provano attrattiva sessuale verso persone dello stesso sesso” (n.2357)

[…]Scienze: molti curiosamente hanno usato le scienze (psicologia e sociologia in particolare) a supporto di tesi già costituite, come chi sostiene, appellandosi alla scienza, che l’omosessualità è talmente innaturale che nel mondo animale non esiste. Ovvio che con questi presupposti è difficile continuare qualsiasi discorso, l’intelligenze ha abdicato!

[…]Occorre ribadire che l’omosessualità non ha a che fare con la genitalità, ma concerne tutta la personalità, ha la sua vocazione relazionale. Obbiettivo prioritario della vera pastorale è “educare le persone alla relazione”

Come comprendere se stessi allora?

  • Uscendo dalla visione che riduce l’omosessualità a certe pratiche genitali per ricondurla a una dimensione di tutta la persona
  • Capendo che la condizione è innata e che non è colpa dell’omosessuale essere quello che è (CCC n.2358)
  • Intendendo la relazione tra persone come vocazione fondamentale nella vita, come qualcosa di cui è difficile fare a meno. (Gen 2,18)
  • Il sesso in un rapporto serio, fedele e responsabile tra due omosessuali ha un significato relazionale. Senza affetto è difficile vivere, solo dentro la relazione l’affetto è dato e ricevuto, diventa dono e perdono, capacità di sostegno e sopportazione, così anche la relazione omosessuale diventa “feconda”, fa uscire la persona da se stessa e la porta verso l’altra, verso Dio.


Spunti per la riflessione

  • Riesci a uscire dalla genitalità e vivere la tua omosessualità?
  • Vivi la tua condizione come innata e incolpevole?
  • Credi che la relazione sia la vocazione della vita e della vita di te omosessuale?