La Sorgente

Due giorni in preparazione alla Pasqua


Incontro di Sabato 14 e Domenica 15 Marzo 2008



Indice



Vespri

V . O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO

Accogli, o Dio pietoso,
le preghiere e le lacrime
che il tuo popolo effonde
in questo tempo santo.

Tu che scruti e conosci
i segreti dei cuori,
concedi ai penitenti
la grazia del perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma più grande è il tuo amore:
cancella i nostri debiti
a gloria del tuo nome.

Risplenda la tua lampada
sopra il nostro cammino,
la tua mano ci guidi
alla meta pasquale.

Ascolta, o Padre altissimo,
tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito Santo. Amen.

 

1^ Antifona
Convertitevi, credete al Vangelo.
dice il signore

SALMO 112 Lodate il nome del signore
Ha rovesciato i èpotenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1,52)

Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
2Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.

3Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
4Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.

5Chi è pari al Signore nostro Dio
che siede nell`alto
6e si china a guardare
nei cieli e sulla terra?

7Solleva l`indigente dalla polvere,
dall`immondizia rialza il povero,
8per farlo sedere tra i principi,
tra i principi del suo popolo.

9Fa abitare la sterile nella sua casa
quale madre gioiosa di figli.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

1^ Antifona
Convertitevi, credete al Vangelo.
dice il signore



2^ Antifona
Offrirò un sacrificio di lode,
invocherò il nome del signore.

SALMO 115 Rendimento di grazie nel tempio
Per mezzo di lui (Cristo) offriamo continuamnete
un sacrificio di lode a Dio (Eb 13,15)

Ho creduto anche quando dicevo:
"Sono troppo infelice".
11Ho detto con sgomento:
"Ogni uomo è inganno".

12Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
13Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

14Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.
15Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli.

16Sì, io sono il tuo servo, Signore,
io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.
17A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.

18Adempirò i miei voti al Signore
e davanti a tutto il suo popolo,
19negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

2^ Antifona
Offrirò un sacrificio di lode,
invocherò il nome del signore.

3^ Antifona
Nessuno mi può toglire la vita;
io stesso la offro e la riprendo.

CANTICO Cristo servo di Dio

Cristo Gesù, 6 pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;

7ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;

apparso in forma umana, 8umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.

9Per questo Dio l`ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;

10perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;

11e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.

( Fil 2,6-11)

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

3^ Antifona
Nessuno mi può toglire la vita;
io stesso la offro e la riprendo




LETTURA BREVE

Fratelli, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. 2Egli dice infatti:

  • Al momento favorevole ti ho esaudito
  • e nel giorno della salvezza ti ho soccorso.

Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! 3Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero; 4ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio.

( 2 Cor 6,1-4a)


RESPONSORIO

R. Ora è il momento favorevole, * ora è il giorno della salvezza.
Ora è il momento favorevole, ora è il giorno della salvezza.
V. Non vi sia data invano la grazia del Signore:
ora è il giorno della salvezza.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Ora è il momento favorevole, ora è il giorno della salvezza.

Antifona al Magnificat
Cantiamo Cristo crocifisso,
scandalo per gli Ebrei, stoltezza per i pagani;
ma per i chiamati, salvezza di Dio.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Esultanza dell'anima nel signore.

L`anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

48perché ha guardato l`umiltà della sua serva.
D`ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

49Grandi cose ha fatto in me l`Onnipotente
e Santo è il suo nome:

50di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;

53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote .

54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,

55come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,per sempre".

( Lc 1,46-55)

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Magnificat
Cantiamo Cristo crocifisso,
scandalo per gli Ebrei, stoltezza per i pagani;
ma per i chiamati, salvezza di Dio.



INTERCESSIONI

Gloria a Cristo, che si è fatto maestro, amico, modello dell'umanità. Pieni di fiducia invochiamo il suo nome: 
Sii la vita del tuo popolo, Signore.

Cristo, che hai voluto essere simile a noi in tutto fuorché nel peccato, insegnaci a gioire con chi gioisce e a piangere con chi piange, -

  • perché la nostra carità diventi sempre più concreta e generosa.

Donaci la grazia di riconoscerti nei poveri e nei sofferenti,

  • per saziare la tua fame negli affamati e la tua sete negli assetati.

Tu che hai risvegliato Lazzaro dal sonno della morte,

  • fa' che i peccatori passino da morte a vita mediante la preghiera e la penitenza.

Fa' che molti seguano la via della perfetta carità,

  • sull'esempio di Maria Vergine e dei tuoi santi.

Conduci i defunti alla risurrezione gloriosa,

  • perché si allietino in eterno nel tuo amore.

PADRE NOSTRO

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra. 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

ORAZIONE

O Dio misericordioso, fonte di ogni bontà, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna: guarda benigno a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il rimorso delle colpe, la tua misericordia ci sollevi. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.



Lodi

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO
Nella santa assemblea,
o nel segreto dell'anima,
prostriamoci e imploriamo
la divina clemenza.

Dall'ira del giudizio
liberaci, o Padre buono;
non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.

Ricorda che ci plasmasti
col soffio del tuo Spirito:
siam tua vigna, tuo popolo,
e opera delle tue mani.

Perdona i nostri errori,
sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale.

Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.


1^ Antifona
Più forte del fragore di molte acque
la voce dei tuoi insegnamenti, Signore.

SALMO 92 Esaltazione della potenza di Dio creatore
Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l'Onnipotente. Rallegriamoci, esultiamo e rendiamo a lui gloria (Ap 19, 6.7).


1Il Signore regna, si ammanta di splendore;
il Signore si riveste, si cinge di forza;
rende saldo il mondo, non sarà mai scosso.

2Saldo è il tuo trono fin dal principio,
da sempre tu sei.

3Alzano i fiumi, Signore,
alzano i fiumi la loro voce,
alzano i fiumi il loro fragore.

4Ma più potente delle voci di grandi acque,
più potente dei flutti del mare,
potente nell`alto è il Signore.

5Degni di fede sono i tuoi insegnamenti,
la santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio,
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

1^ Antifona
Più forte del fragore di molte acque
la voce dei tuoi insegnamenti, Signore.




2^ Antifona
Acque e sorgenti, benedite il Signore;
cantate, e celebratelo nei secoli.

CANTICO
Ogni creatura lodi il Signore
Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).

57Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
58Benedite, angeli del Signore, il Signore
59Benedite, cieli, il Signore,

60Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore,
61Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore,
62Benedite, sole e luna, il Signore,
63Benedite, stelle del cielo, il Signore,

64Benedite, piogge e rugiade, il Signore,
65Benedite, o venti tutti, il Signore,
66Benedite, fuoco e calore, il Signore,
67Benedite, freddo e caldo, il Signore,

68Benedite, rugiada e brina, il Signore,
69Benedite, gelo e freddo, il Signore,
70Benedite, ghiacci e nevi, il Signore,
71Benedite, notti e giorni, il Signore,

72Benedite, luce e tenebre, il Signore,
73Benedite, folgori e nubi, il Signore,
74Benedica la terra il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.

75Benedite, monti e colline, il Signore,
76Benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore,
77Benedite, sorgenti, il Signore,
78Benedite, mari e fiumi, il Signore,

79Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell`acqua, il Signore,
80Benedite, uccelli tutti dell`aria, il Signore,
81Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore,
82Benedite, figli dell`uomo, il Signore,

83Benedica Israele il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.
84Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore,
85Benedite, o servi del Signore, il Signore,

86Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore,
87Benedite, pii e umili di cuore, il Signore,
88Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
56Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

( Daniele 3,56-88)

2^ Antifona
Acque e sorgenti, benedite il Signore;
cantate, e celebratelo nei secoli.

3^ Antifona
Grandi della terra, acclamate il Signore;
lodatelo, popoli tutti.

SALMO 148 Glorificazione di Dio Signore e Creatore
A colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli (Ap 5, 13).

Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell`alto dei cieli.
2Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere.

3Lodatelo, sole e luna,
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.
4Lodatelo, cieli dei cieli,
voi acque al di sopra dei cieli.

5Lodino tutti il nome del Signore,
perché egli disse e furono creati.
6Li ha stabiliti per sempre,
ha posto una legge che non passa.

7Lodate il Signore dalla terra,
mostri marini e voi tutti abissi,
8fuoco e grandine, neve e nebbia,
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,

9monti e voi tutte, colline,
alberi da frutto e tutti voi, cedri,
10voi fiere e tutte le bestie,
rettili e uccelli alati.

11I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,

12i giovani e le fanciulle,
i vecchi insieme ai bambini
13lodino il nome del Signore:

perché solo il suo nome è sublime,
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli.
14Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.

E` canto di lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli di Israele, popolo che egli ama.

Gloria al Padre e al Figlio,
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen .

3^ Antifona
Grandi della terra, acclamate il Signore;
lodatelo, popoli tutti.

 



LETTURA BREVE
Questo giorno è consacrato al Signore vostro Dio; non fate lutto e non piangete! Perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza.

( Ne, 8,9-10)

RESPONSORIO

R. Il Signore veglia * sul cammino dei giusti.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti.
V. Fa splendere la sua misericordia e la sua pace, sul cammino dei giusti.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti.

Antifona al Benedictus
Distruggete questo tempio,
e in tre giorni lo ricostruirò, dice il Signore;
e parlava del tempio del suo corpo.

CANTICO DI ZACCARIA
Il Messia e il suo Precursore

68Benedetto il Signore Dio d`Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,

69e ha suscitato per noi una salvezza potente
nella casa di Davide, suo servo,

70come aveva promesso
per bocca dei suoi santi profeti d`un tempo:

71salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.

72Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,

73del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
74di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, 75in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

76E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell`Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

77per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,

78grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall`alto un sole che sorge

79per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell`ombra della morte

e dirigere i nostri passi sulla via della pace".

( Lc, 1,68-79)

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Benedictus
Distruggete questo tempio,
e in tre giorni lo ricostruirò, dice il Signore;
e parlava del tempio del suo corpo.



INVOCAZIONI

Benediciamo il nostro Redentore che ci ha meritato questo tempo di salvezza e preghiamo perché ci conceda il dono della conversione:
Crea in noi, Signore, uno spirito nuovo.

Cristo, vita nostra, che mediante il battesimo ci hai sepolti con te nella morte, per renderci partecipi della tua risurrezione,

  • donaci di camminare oggi con te nella vita nuova.

Signore, che sei passato fra la gente, sanando e beneficando tutti,

  • concedi anche a noi di essere sempre pronti al servizio dei fratelli.

Fa' che ci impegniamo a costruire insieme un mondo più umano e più giusto,

  • nella costante ricerca del tuo regno.

Gesù, medico dei corpi e delle anime, guarisci le profonde ferite della nostra umanità,

  • perché possiamo godere pienamente dei doni della tua redenzione.

PADRE NOSTRO

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra. 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

ORAZIONE

O Dio misericordioso, fonte di ogni bontà, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna: guarda benigno a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il rimorso delle colpe, la tua misericordia ci sollevi. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.



La pecora, la moneta e il figlio
l'altro come una parte che mi manca

Nessuno nella comunità di fede è solo, mai, perché il battesimo ci innesta in un corpo di cui il capo è Cristo. Ora il proprio di un corpo è quello di essere integro, intero: questa è la prima e più importante condizione che lo mette in salute. Mi ha sempre colpito il fatto che il verbo inglese heal, il cui senso è normalmente "guarire" , è un derivato di whole (in antico hal/hole) , che significa intero. Dunque guarire significa ricostruire nella sua integrità una cosa che ha perso dei pezzi. Il verbo è talmente importante che il sostantivo sassone hœlend che ne è derivato designava Gesù, interpretato etimologicamente come "salvatore/guaritore". [...] se la salvezza sta nell'integrità del corpo, nella sua interezza, la semplice essenza dell'altro, sia che lo avverta come corpo estraneo, o come pezzo perduto, mette radicalmente in crisi tale assunto [..]

(D. PEZZINI, L'altro e gli altri, pag. 51-52)

Tale percezione ha fatto scattare un'altra memoria, che è venuta a sovrapporsi a questa riflessione, e mi ha rimandato al capitolo 15 del vangelo di Luca con le sue tre parabole di cose perdute che vengono ritrovate: una pecora, una moneta, un figlio. Con la considerazione, che è decisiva, per cui questo ricupero di ciò che è stato perduto o che da sé si è fatto "altro", [...] è alla fine di tutto qualificato non solo come un ritrovare ciò che era/si era, smarrito, ma ancor più come un "tornare alla vita" (Lc 15,32). Il corpo è guarito, è tornato integro e intero, perché l'altro che se ne era staccato vi è stato riunito, non cancellato, non assorbito, "riunito".

(D. PEZZINI, L'altro e gli altri, pag. 51-52)

Come fa spesso, Luca introduce quella che lui chiama la parabola (e dunque le tre storie non sono altro che differenti versioni di un solo messaggio) descrivendo il contesto esperienziale che la provoca e insieme ne comanda l'interpretazione.
Il fulcro che ne sta al centro è Gesù, rispetto al quale si muovono due gruppi: da una parte "i pubblicani e i peccatori" che "continuavano ad avvicinarsi a lui per ascoltarlo"; dall'altra "i farisei e gli scribi", che di fronte a questo fatto "mormoravano", cioè protestano perché Gesù "accoglie i peccatori e mangia con loro" (Lc 15,1-2). Le persone del primo gruppo vivono la percezione di una appartenenza a Gesù, che hanno perduto e che vogliono ricuperare; quelle del secondo non accettano neanche l'idea che pubblicani e peccatori abbiano un qualche legame con Gesù, così come non lo hanno con loro. [...] La santità della vita, nel caso dei farisei, e la conoscenza della legge, nel caso degli scribi, impedisce di sentire come parte di sé, gente che è nel peccato e nell'ignoranza. Se proprio si vuole creare un legame, prima è necessario un percorso di purificazione e istruzione.
Il paradosso gigantesco della parabola sta nel fatto che è il "padrone" (pastore, donna e padre) a muoversi per reintegrare ciò che era perduto e non viceversa.

(D. PEZZINI, L'altro e gli altri, pag. 54-55)



La dinamica della perdita e del ricupero

Le storie del pastore e della donna di casa sembrano rispondere ad un medesimo schema. C'è qualcosa che si perde, e come risposta parte una ricerca, che sembra più intensa nella donna che ha perso una moneta ("accende una lucerna, spazza la casa, cerca con cura") rispetto al pastore che ha perso una pecora (lascia quelle che sono al sicuro e "va su quella perduta"). Resta uguale per ambedue l'impegno a non smettere "finché" non abbiano ritrovato ciò che cercano. Il ritrovamento si tramuta in gioia festosa che chiede condivisione: il recupero di ciò che si era smarrito esige di essere celebrato con "amici e vicini". È un corpo sociale che viene coinvolto proprio perché una integrità mutilata da una perdita è stata guarita.
Più ricca di suggestioni, pur rimanendo all'interno dello stesso schema, è la parabola normalmente nota come quella del "figlio prodigo", oggi più volentieri e più correttamente descritta come del "padre misericordioso", perché in effetti è lui il protagonista, e quanto ai figli, questi sono in realtà due, ed ambedue rilevanti nel discorso che si va a fare.
Il primo elemento di differenza è che qui c'è una persona, il figlio minore, che decide di perdersi, di farsi altro uscendo di casa, cosa che era difficilmente pensabile per una pecora o una moneta. La circostanza aggrava la situazione, perché se viene abbastanza naturale cercare ciò che si perde senza colpa, è molto più difficile anche solo coltivare il desiderio che ritorni uno che se ne è andato, anche piuttosto in malo modo, per scelta sua.

(D. PEZZINI, L'altro e gli altri, pag. 56-57)

... il padre non va alla ricerca del figlio giovane, solo lo "aspetta" lasciandogli nel frattempo tutta la sua libertà. rimane vero però che è tanta la gioia del ritrovamento (dalla gioia del corrergli incontro alla grande festa organizzata in suo onore) da compensare abbondantemente quello che nelle prime due storie era l'ardore della ricerca. Che per altro c'è anche qui, perché quando il ricupero del figlio giovane provoca la perdita del figlio maggiore, che non vuole entrare e si tiene lontano dalla festa (eco evidente dei farisei [...]), è il padre che "esce a pregarlo". E a ben vedere non si può celebrare un ricongiungimento con una separazione ulteriore!
La parabola indugia a lungo sulla vita "perduta" del figlio più giovane, ed è spesso usata in chiave morale. Tale lettura è per altro stimolata anche dal fatto che la vita "dissoluta" del giovane (Lc 15,13) è ridescritta dal fratello maggiore con ben altro lessico: "Questo tuo figlio che ha dilapidato i tuoi beni con le meretrici". [...] Ma l'intento della parabola non è di fornire materiale per una predica contro i disordini sessuali. Il messaggio è altro, ed è centrato sulla figura del padre (come prima sul pastore e sulla donna di casa), per il quale, qualunque cosa accada o possa accadere, i due figli rimangono sempre tali [...].

(D. PEZZINI, L'altro e gli altri, pag. 57-58)



Chi era morto è tornato in vita

Sono le motivazioni della festa a darci l'ultima luce, e la più importante, che irradia da questa storia: "Bisognava far festa e gioire, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato" (Lc 15,32). Affermazione cruciale, perché significa che non c'è vita se non nella comunione, mentre la separazione conduce alla morte. Si noti che mentre il maggiore si separa dal più giovane ("questo tuo figlio"), il padre lo riconduce a riscoprire il legame che non si è perso ("questo tuo fratello"). In effetti, il messaggio centrale della parabola, ramificata nelle tre storie, è che tutti sono destinati a ricongiungersi nell'unica casa dell'unico Padre, e dunque, come è sbagliato perdersi, altrettanto lo è se non di più il rinunciare a cercare ciò che si è perduto dandolo per smarrito per sempre.

(D. PEZZINI, L'altro e gli altri, pag. 58-59)