La Sorgente

Liberare la coscienza gay


Incontro di Sabato 24 Gennaio 2009



Spunti di riflessione tratti dal libro di James Alison "Fede oltre il risentimento", parte seconda, capitolo V: Liberare la coscienza gay, pp 121-134

Dal profondo a te grido, o Signore;
2 Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.

3 Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
4 Ma presso di te è il perdono:
e avremo il tuo timore.
5 Io spero nel Signore,
l`anima mia spera nella sua parola.

6 L`anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l`aurora.
7 Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.
8 Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

(Salmi, 129)

Signore Gesù
non hai disprezzato niente,
neanche gli abissi
e ti sei degnato di venire fino ad essi,
come Salvatore.
E noi ti rendiamo grazie.

Amen




In queste pagine l'autore esamina alcune problematiche inerenti la coscienza morale che è presente nell'intimo di ogni persona. La coscienza morale è quella voce interiore che indica al momento opportuno di compiere il bene e di evitare il male, è il giudizio della ragione mediante il quale ogni individuo riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per compiere, sta compiendo o ha già compiuto. La coscienza morale permette inoltre di assumere la responsabilità dei propri atti. Essa non ci viene data già formata ma deve essere educata. L'educazione della coscienza è compito di tutta la vita. Tale formazione risente non solo dell'ambiente in cui ogni persona vive ma anche delle fasi di crescita della persona stessa. Lo sviluppo della coscienza morale procede secondo delle tappe precise e questo cammino deve necessariamente portare verso una maggiore libertà. Questo percorso di crescita deve aiutare ogni persona a liberarsi da riferimenti a lei esterni (punizione, soddisfazione dei bisogni, approvazione degli altri, rispetto dell'autorità), per arrivare a scegliere secondo quei principi in cui riconosce la propria realizzazione.

Un principio universalmente riconosciuto è: "fare agli altri ciò che vorremmo essi facessero a noi. Ama il prossimo tuo come vorresti che il prossimo amasse te".

Lo sviluppo del senso morale negli individui è una tematica ampiamente dibattuta dal punto di vista psicologico, sociale, filosofico e religioso: comprendere i meccanismi della formazione della coscienza morale e i fattori che la influenzano può aiutare a comprende meglio se stessi.



C'è un generale consenso tra gli studiosi di questa materia circa gli stadi dello sviluppo della coscienza morale definiti da L. Kohlberg che sono qui brevemente descritti:

Stadio

Comportamento
PRIMA DELLA MORALITÀ
STADIO 1 - Orientamento punizione-obbedienza.
Obbedienza alle regole al fine di evitare la punizione
STADIO 2 - Individualismo e Scambio.
Adeguamento a delle regole per ottenere ricompense o vantaggi.
MORALITÀ COME CONVENZIONE
STADIO 3 - Moralità per mantenere buone relazioni e l'approvazione degli altri.

Conformità alle regole per mantenere buone relazioni ed evitare la disapprovazione degli altri.
STADIO 4 - Mantenimento dell'ordine sociale. Conformità alle regole per evitare la censura da parte dell'autorità
MORALITÀ COME ACCETTAZIONE DEI PRINCIPI MORALI
STADIO 5 - Morale del contratto, dei diritti individuali e delle leggi accettate e condivise.
Desiderio di mantenere un buon funzionamento della società (anche se ci si incomincia a domandare: Cos'è una buona società)
STADIO 6 - Principi universali Morale dei principi individuali della coscienza Conformità a dei principi individuali per evitare l'autocondanna.

…La nostra fede è sapere che agli occhi di Dio che sono in Cristo, allo sguardo divino attraverso il quale possiamo ricevere un nuovo essere, noi piacciamo…



La parabola dei talenti, dal Vangelo di Matteo 25, 14-30 (Mc 13,34; Lc 19, 11-27)

14Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. 16Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 17Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 20Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 22Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 24Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. 28Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

( Matteo, 25, 14-30)


Punto chiave in questa parabola è l'immagine che i servi si fanno del loro padrone. E' questo il fattore determinante per la loro coscienza, la molla di tutto il loro agire.

Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio: costui è il Signore stesso che dopo essere stato con noi è partito per un paese lontano: è finito sulla croce, il punto più lontano da Dio, là si è fatto prossimo ad ogni lontananza e sofferenza

diede cinque talenti: i talenti non sono doti naturali, ma la coscienza della Sua grazia, e del suo perdono. Tutto ciò che ho e sono l'ho ricevuto in dono, non conta la quantità ma il fatto che tutto è dono

a ciascuno secondo la propria capacità: la diversità non segna un limite ma apre lo spazio di relazione libera e liberante con gli altri, se non è così, la diversità può diventare lo spazio diabolico della divisione

trafficò e guadagnò: ognuno deve investire il "suo" dono, chi ha la coscienza libera può osare, inventare nuovi temerari progetti che non sembrano affatto parte del programma, non ha paura di sbagliare, la coscienza viene liberata per agire e per divenire, ed è questo l'invito che Gesù ci rivolge

prendi parte alla gioia del tuo padrone: questa è la grande ricompensa, Dio ci vuole liberi e felici, la sua gioia diventa la nostra gioia

Signore, so che sei un uomo duro: costui ha una conoscenza falsa del Signore, ha rancore verso colui al quale deve la vita, non considera se stesso come dono, il suo rapporto con Dio è quello di un creditore non di un figlio, ha paura, agisce condizionato, si allontana si nasconde

servo malvagio e infingardo: la sua cattiveria nasce dall'aver considerato cattivo Dio, catturato dalla paura è finito in catene, un morto vivente, incapace di muoversi. La causa del suo fallimento è la falsa immagine che ha del "padrone", per questo dobbiamo superare l'inganno che ci fa considerare cattivo Dio, chi risponde all'amore è in grado di ricevere sempre

toglietegli dunque il talento: restituire un dono è il massimo insulto, chi non ama distrugge se stesso, chi non si apre al dono della vita è fuori di sé, non fiorisce, anzi regredisce, perde la propria vita



Spunti per la riflessione

  1. Nella tua esperienza di vita puoi riconoscere momenti o persone che hanno in qualche modo condizionato negativamente o positivamente la formazione della tua coscienza gay?
  2. Nel punto in cui sei ora, nel punto dell'esistenza in cui ti trovi, senti di avere una coscienza in catene, paralizzata, una coscienza in trasformazione, o una coscienza liberata, capace di agire conformemente ai principi in cui crede?
  3. A seguito di un atto da te compiuto che ha provocato una forte tensione emotiva giudicata negativamente dalla tua coscienza, sei stato in grado di guardare a Dio come ad un Padre, o ti sei sentito come il servo pauroso della parabola?


Preghiera di conclusione

CIO' CHE CREDO

Credo che la vita non è
un'avventura da vivere
secondo le mode correnti
ma un impegno a realizzare il progetto
che Dio ha su ognuno di noi:
un progetto d'amore
che trasforma la nostra esistenza.

Credo che la più grande gioia di un uomo
è incontrare Gesù Cristo, Dio fatto carne.
In lui ogni cosa
- miserie, peccati, storia, speranza -
assume nuova dimensione e significato.

Credo che ogni uomo possa rinascere
a una vita genuina e dignitosa
in qualunque momento
della sua esistenza.
Compiendo sino in fondo
la volontà di Dio può
non solo rendersi libero
ma anche sconfiggere il male.


Thomas Merton