La Sorgente

L'indemoniato di Gerasa:
una storia di inclusione


Incontro di Sabato 10 Gennaio 2009



Spunti di riflessione tratti dal libro "Fede oltre il risentimento", James Alison, ed. Transeuropa


1 Intanto giunsero all`altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. 2 Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. 3 Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, 4 perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. 5 Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. 6 Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, 7 e urlando a gran voce disse: "Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!". 8 Gli diceva infatti: "Esci, spirito immondo, da quest`uomo!". 9 E gli domandò: "Come ti chiami?". "Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti". 10 E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione. 11 Ora c`era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. 12 E gli spiriti lo scongiurarono: "Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi". 13 Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l`altro nel mare. 14 I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto. 15 Giunti che furono da Gesù, videro l`indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. 16 Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all`indemoniato e il fatto dei porci. 17 Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. 18 Mentre risaliva nella barca, quello che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. 19 Non glielo permise, ma gli disse: "Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato". 20 Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.

( Marco, 5,1-20)



La riflessione di Alison è basata essenzialmente sul contrasto tra l'esclusione operata da un gruppo idolatra (i geraseni) nei confronti di un "diverso" e l'inclusione/umanizzazione realizzata da Gesù. Non sappiamo perché quest'uomo è "posseduto da uno spirito immondo" e dunque perché genera la situazione di autodistruzione indotta dal non-essere.

L'identità del gruppo sociale. L'indemoniato è funzionale alla costruzione dell'identità sociale dei geraseni. Rappresenta tutto ciò che essi non sono: è sostanzialmente il capro espiatorio. Spesso l'identità sociale avviene anche con definizioni in negativo. Il gruppo sociale si auto-definisce anche con l'esclusione di qualcuno.
Per chi è oggetto di esclusione dal punto di vista del gruppo sociale sono due le strade possibili: o la "devianza" (in senso patologico e/o sociale) o l'annullamento/rimozione dell'essere. Una società idolatra/pagana ha un dio/essere legati ad un gruppo sociale di appartenenza. L'idolo, con tutte le conseguenze etiche, è perciò la proiezione del sociale. Il diverso, ossia chiunque non si identifica con il "dio/dei sociali" è un non-essere e perciò "posseduto da uno spirito immondo" .
Per appartenere al gruppo sociale si deve perciò annullare il proprio essere, ossia rendere il nostro essere dipendente dalla necessità che il gruppo ha di creare e mantenere una bontà coesa.

La negazione dell'essere. Sfortunatamente la componente negata del proprio essere continua da un lato a vagare nel proprio inconscio e, dall'altro, nell'immaginazione sociale del gruppo. Per questo l'espulsione/rimozione ha bisogno di continue conferme (dal soggetto e dal gruppo).

Dio, incarnato in Gesù, è il creatore e liberatore dell'essere. Il Dio vivente, diversamente dagli idoli, dona l'essere ad ognuno al di fuori delle regole del gruppo sociale. Il Dio vivente invita tutte le cose ad essere, ossia a raggiungere ciò che Lui ha desiderato e creato per ognuno di noi. Cristo va oltre la Legge. Il risultato è che l'indemoniato è umanizzato: "vestito, seduto e sano di mente"

I geraseni hanno paura. La stabilità e l'identità del gruppo sociale dipendono anche dal "matto". E Gesù scardina queste regole. La logica di Cristo pone sempre al centro l'uomo concreto, prima della società e anche dell' uomo astratto. La logica di Cristo, ossia la logica dell'amore, è la logica del "è bene che anche un solo individuo venga umanizzato", anche a costo della stabilità sociale. E' la logica della pecorella smarrita.

La missione. Diversamente da altri casi del Vangelo, Gesù non invita l'uomo di Gerasa a seguirlo. Non lo invita ad allontanarsi dal suo gruppo sociale ma a tornare, senza risentimento e con vera pietà cristiana, sereno dai suoi, a casa, a testimoniare la misericordia di Dio, che include e non esclude.

Gesù si allontana. La liberazione dell'essere richiede tempo per essere accettata sia da ognuno di noi che come principio base della società



Spunti per la riflessione

  1. Come parte di un gruppo/comunità, sei mai stato responsabile di un'esclusione?
  2. Cosa intendi per Gesù liberatore?
  3. "Annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato". Riesci a testimoniare la misericordia di Dio su di te?
  4. Provi risentimento per coloro che, eventualmente, nella vita ti hanno escluso in quanto gay? O, illuminato dalla grazia, provi pietà cristiana? Cosa è la pietà per te?
  5. Ci sono dei fatti concreti che ti rendono chiuso all'esperienza di Gesù ed alla sua misericordia?