La Sorgente

La Giustizia "migliore"


Incontro di Sabato 27 Gennaio 2007


(D. BONHOEFFER, Sequela, pagg. 112-118)

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.

La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.

Misericordia e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.

La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.

Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.

(Salmi 84, 9-14)


Testo Principale di riferimento

 

17Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
18In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

(Matteo 5,17-20)


Gesù, la legge, la giustizia

Abolire o compiere

[Gesù] adempie la legge, questo dice di se stesso. Per questo essa è vera. Egli l'adempie in ogni suo iota, Ma in questo suo adempimento "tutto è compiuto", tutto ciò che deve compiersi perché la legge sia adempiuta. Gesù farà ciò che la legge richiede, perciò dovrà patire la morte; egli solo comprende la legge come legge di Dio, senza fare della legge in se stessa un Dio. […] È lui stesso, come crocifisso, l'adempimento pieno della legge.

(cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.114-115).

 

E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.

(Giovanni 9,30)

Gesù in mezzo

[…] Gesù Cristo e lui solo adempie la legge, perché lui solo è in piena comunione con Dio. Lui stesso si pone fra i discepoli e la legge […] Il cammino dei discepoli verso la legge passa per la croce di Cristo. Per cui Gesù vincola di nuovo i discepoli a se stesso nel momento in cui li rimanda alla legge, che in lui solo è adempiuta.

(cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.115).

Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa.

(Colossesi 1,24)


La giustizia praticata

Osservare e trasgredire

"Fate e insegnate": si potrebbe pensare anche ad un insegnamento della legge che dispensi dal fare, mettendo la legge esclusivamente al servizio del riconoscimento che adempierla è impossibile. Un insegnamento siffatto non può richiamarsi a Gesù. La legge esige di essere praticata, così come lui l'ha praticata. […] Solo il facitore della legge può rimanere nella comunione di Gesù.

(cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.116).

 

8Poi [il Re] disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; 9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 10Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. 11Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, 12gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. 13Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. 14Perchè molti sono chiamati, ma pochi eletti".

(Matteo 22,8-14)


La giustizia visibile

Il discepolo e la sequela

Non è la legge a distinguere il discepolo dall'ebreo, ma la "migliore giustizia". La giustizia dei discepoli "sopravanza" quella degli scribi. […] La giustizia dei discepoli è giustizia sotto la croce. è la giustizia dei poveri, dei contestati, degli affamati, dei miti, dei pacifici, dei perseguitati - per amore della chiamata di Gesù; è la giustizia visibile di coloro che per questo motivo sono la luce del mondo e la città
sul monte - appunto per amore della chiamata di Gesù. […] In una parola si tratta di porsi nella sequela. È il reale, semplice agire nella fede nella giustizia di Cristo.

(cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.116-118).


Per la preghiera

Signore Gesù, possiamo forse essere un po' spaventati vedendo come tu conosci tutte le pieghe del cuore umano e metti a nudo implacabilmente i nostri sentimenti più reconditi e più nascosti, le nostre debolezze, le nostre paure, le nostre vigliaccherie, tutte le nostre infedeltà. Signore Gesù, siamo contenti di essere conosciuti da te così, perché ci ami, ci sei amico, sposo, maestro, sei morto per noi, per i nostri peccati, e, se li metti a nudo, è per perdonarci, dandoci coraggio, forza, serenità, slancio, gioia... Non confidiamo nella nostra conoscenza o sapienza, bensì nella Tua bontà e nel dono del Tuo Spirito. Donacelo in abbondanza, perché possiamo immergerci nella tua vita, nel mistero della salvezza e nel mistero trinitario, e non solo comprendere il senso preciso delle tue parole.

(C. M. Martini, Il discorso della montagna).


Spunti di riflessione

  • "Volere" o "potere". Non "secondo volontà" ma "secondo possibilità": ho percezione di come potrei essere "giusto", nel disegno di Dio?
  • "Compiere" o "subire" la legge. Riesco a vivere la legge come completamento o piuttosto come ostacolo al mio rapporto di comunione con Dio?
  • L'invito al banchetto della sequela. L'ingresso non è gratuito: occorre l'abito buono, cioè "rivestirsi dei sentimenti di Cristo", della sua giustizia. Sono consapevole che la gratuità dell'invito non mi esime dal rivestire l'abito migliore?
  • Il peccato di Israele è stato la divinizzazione della legge, che rendeva Dio "debitore" dell'osservanza dei "giusti". In duemila anni è stato a volte anche il peccato della Chiesa. È anche il mio?