La Sorgente

La chiamata alla Sequela


Incontro di Sabato 7 Ottobre 2006


(D. BONHOEFFER, Sequela, pagg. 43-65)

La via di Dio è diritta,
la parola del Signore è provata al fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.

Infatti, chi è Dio, se non il Signore?
O chi è rupe, se non il nostro Dio?
Il Dio che mi ha cinto di vigore
e ha reso integro il mio cammino;

mi ha dato agilità come di cerve,
sulle alture mi ha fatto stare saldo;
ha addestrato le mie mani alla battaglia,
le mie braccia a tender l'arco di bronzo.

Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza,
la tua destra mi ha sostenuto,
la tua bontà mi ha fatto crescere.

Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli
e canterò inni di gioia al tuo nome.

(Salmi 18, 31-36.50)


L'immediatezza della risposta (Matteo-Levi)

Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi".
Egli, alzatosi, lo seguì

(Marco 2,14)

"La risposta del discepolo non è una confessione verbale di fede in Gesù, ma l'azione obbediente.
Come è possibile questa immediata corrispondenza di chiamata e ubbidienza che per la ragione naturale è un fatto assolutamente scandaloso? […] c'è un solo motivo valido per questa corrispondenza fra chiamata ed azione: GESÙ CRISTO STESSO.
[..]Il destinatario della chiamata lascia tutto ciò che ha semplicemente per amore della chiamata … Gèsù.
Questo è tutto. Andare dietro a Gesù è un qualcosa assolutamente privo di contenuto, non è affatto un programma.
L'unico contenuto è Gesù Cristo … LA CHIAMATA ALLA SEQUELA È DUNQUE VINCOLO ALLA SOLA PERSONA DI GESÙ".

(cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004)


L'insicurezza dell'ubbidienza (Pietro)

Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù

(Matteo 14,29)

"Credere è conoscere l'unico Signore nelle cui mani affidare la sua intera esistenza."
"Per poter credere Pietro deve obbedire a Gesù: uscire dalla barca e camminare sulle acque in tempesta. Credere è obbedire in condizioni del tutto impossibili!"
"il passo nell'infinita insicurezza":"Si deve fare un primo passo dell'ubbidienza perché la fede non si riduca a un pio autoinganno, a grazia a buon mercato. Se Pietro non obbedisce a Gesù e lascia la barca e comincia a camminare sulle acque non può credere a Gesù. Ma se non crede a Gesù affonda. Per cui la fede esiste solo nell'ubbidienza: la loro separazione non deve mai eliminare la loro unità."
"Chi non ubbidisce non può credere, solo chi ubbidisce crede"
"Il primo passo, ossia obbedire alla chiamata di Gesù e cominciare a seguirLo va considerato in primo luogo come opera esteriore, consistente nel cambiare un modo di esistere con un altro. Ognuno può fare questo passo. L'uomo è in possesso della libertà necessaria.
MA È SOLO IL PRIMO PASSO, è l'inizio
.
PIETRO NON PUÒ CONVERTIRSI MA PUÒ LASCIARE LE RETI"


La disubbidienza giustifica se stessa (il giovane ricco)

Egli rispose: "Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti".
Ed egli chiese: "Quali?". Gesù rispose: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso".
Il giovane gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?".
Gli disse Gesù: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi".
Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

(Matteo 19,16-22)

"c'è nel tuo cuore una parte indurita che non accoglie la chiamata di Cristo. La tua miseria è il tuo peccato […] si deve stanare l'uomo in fuga dal nascondiglio che si è costruito."
Il giovane ricco tenta di fuggire davanti al manifesto comandamento di Dio.
"Non vede i comandamenti, ma ancora una volta solo se stesso, i suoi problemi, i suoi conflitti. Si sottrae al chiaro comandamento di dio per ritirarsi nell'interessante situazione, incontestabilmente umana, del "conflitto etico" che è poi il dubbio etico insinuato dal serpente in Adamo ed Eva: "Dio avrebbe detto…?". In tal modo è l'uomo stesso a decidere cosa sia il bene e il male, rifiutando l'obbedienza al comandamento di Dio."
"Al posto del semplice agire è subentrato l'ambiguo pensare"


Spunti di riflessione

  • La vera ubbidienza nasce dall'amore di Gesù nei miei confronti e si fa sua Sequela.
    Percepisco questo rapporto di comunione come un vincolo personale tra me e lui?
  • L'esperienza di Pietro. L'insicurezza del primo passo. E la mia Esperienza?
  • La Sequela è comunione con Gesù ed esige una risposta: Si o No. La risposta del giovane ricco è no.
    La mia risposta qual'è?