La Sorgente

Amicizia - comunione e fraternità


Incontro di Sabato 1 Aprile 2006


"Eccoci qui, io e te, e spero ci sia un terzo in mezzo a noi, il Cristo"
(Aelredo di Rievaulx, L'amicizia spirituale, a cura di D.Pezzini, Milano, 1996, I,1)

Salmo 135
Gloria dell'amore fraterno

Ecco quanto è buono e quanto è soave *
che i fratelli vivano insieme!

E' come olio profumato sul capo, †
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne,*
che scende sull'orlo della sua veste.

E' come rugiada dell'Ermon, *
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.



Amicizia

Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, l'anima di Gionata s'era già talmente legata all'anima di Davide, che Gionata l'amò come se stesso. Saul in quel giorno lo prese con sé e non lo lasciò tornare a casa di suo padre. Gionata strinse con Davide un patto, perché lo amava come se stesso. Gionata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura.
Davide sapeva che Saul era uscito a cercare la sua vita. Intanto Davide stava nel deserto di Zif, a Corsa. Allora Gionata figlio di Saul si alzò e andò da Davide a Corsa e ne rinvigorì il coraggio in Dio. Poi disse: "Non temere: la mano di Saul mio padre non potrà raggiungerti e tu regnerai su Israele mentre io sarò a te secondo. Anche Saul mio padre lo sa bene". Essi strinsero un patto davanti al Signore.

(Samuele 18,1-4.15-18)


Era allora ammalato un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore, ecco, il tuo amico è malato". All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato". Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro.
Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: "Dove l'avete posto?" Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!". Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: "Vedi come l'amava!".

(Giovanni 11,1-5.32-36)



Comunione e fraternità

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

(Giovanni 15,12-17)

I fratelli erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

(Atti 2,42-48)

Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate al servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ora quelli che sono di Gesù Cristo hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati 5,13-17.24-26)



Spunti per ulteriori riflessioni

"Non posso giocare con te" disse la volpe al piccolo principe, "non sono addomesticata. Che cosa cerchi?
"Cerco degli amici", disse il piccolo principe. "Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire 'creare dei legami'…"
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu , fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".

(A. de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, Milano, 1965, pp.95-96)

"Comunione cristiana non è un ideale che dobbiamo sforzarci di realizzare, ma una realtà data da Dio in Gesù Cristo, alla quale possiamo partecipare. Quanto più chiaramente impariamo a vedere il fondamento e la forza e la promessa di ogni nostra comunione in Gesù Cristo solamente, tanto più serenamente impareremo pure a riflettere sulla nostra comunità e a pregare e a sperare per essa".

(D.Bonhoeffer, La vita comune, Brescia, 1969, p.58)

 


Domande

  1. Hai mai fatto esperienza di un'amicizia profonda e disinteressata?
  2. Se non hai sperimentato un sentimento così forte, pensi di averne responsabilità?
  3. Viviamo il nostro gruppo come comunione di persone che condividono la fede in Cristo?
  4. In che modo questa realtà riesce a sostenerci e a farci coraggio nei momenti più difficili?
  5. Sentiamo attraverso il gruppo l'amore di Cristo per la nostra vita?