La Sorgente

Il gesto e lo sguardo che rompono le barriere


Incontro di Sabato 18 Febbraio 2006


"Gesù guardatolo l'amò ..." (Marco 10,21)

Cantico dei cantici

(lo sposo)

Vieni con me dal Libano, o sposa,
con me dal Libano, vieni!

Osserva dalla cima dell'Amana,
dalla cima del Senìr e dell'Èrmon,
dalle tane dei leoni, dai monti dei leopardi.

Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!

Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L'odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.

 

Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c'è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.

Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa,
giardino chiuso, fontana sigillata.

Fontana che irrora i giardini, pozzo d'acque vive e ruscelli sgorganti dal Libano.

(la sposa)

Levati, aquilone, e tu, austro, vieni,
soffia nel mio giardino, si effondano i suoi aromi.
Venga il mio diletto nel suo giardino
e ne mangi i frutti squisiti!

(Ct 4, 8-12. 15-16)


Il verbo si è fatto carne

Con i gesti Gesù rompe le barriere, le esclusioni. Accoglie…

"Giunsero a Betsaida; fu condotto a Gesù un cieco, e lo pregarono che lo toccasse. Egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuori dal villaggio; gli sputò sugli occhi, pose le mani su di lui, e gli domandò: "Vedi qualche cosa?" Egli aprì gli occhi e disse: "Scorgo gli uomini, perché li vedo come alberi che camminano". Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli guardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente."

(Marco 8,22-25)

Molto spesso è in silenzio....

Gesù tocca. Gesù pone le mani. Gesù guarda. E con questi gesti guarisce. E' una componente essenziale della relazione di Gesù con gli uomini. Utilizzata spesso quando Gesù vuole guarire.
Il toccare ha un'importanza fondamentale per l'uomo. Ecco perché Dio si serve di questo gesto, alle volte addirittura istintivo di imporre le mani, per manifestarsi, esprime la sua tenerezza, la sua protezione, la sua grazia e la sua volontà di guarirci.

"Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: "Che volete che io vi faccia?""

(Matteo 2,:32)



Il gesto, ed altre comunicazioni non verbali, è la componente "arcaica" di noi. La fisicità e la sensualità. La seduzione

Il lato più irrazionale e non codificato di noi. Il "campo" dove passano, anche se non sempre, le cose che non controlliamo.
Il campo dove c'è un linguaggio diverso.
Il lato più profondo e spesso arcaico.
Il luogo del nascosto dal nostro controllo: il tono della voce, lo sguardo, il toccare. Il luogo dei sensi e della sensualità. Il luogo più profondo del nostro io, molto spesso non codificato. Gesù non rifiuta tutto questo: vero Dio e vero uomo, si esprime attraverso gesti concreti che sono parte essenziale del suo comunicare

"Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo". Gli disse Simon Pietro: "Non mi laverai mai i piedi!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me"."

(Giovanni 13,1-8)


La paura del gesto: l'intrusione, il rifiuto. La degenerazione del gesto

La paura di essere toccato e di essere guardato negli occhi: paura che qualcuno mi invada?
La paura di toccare, di guardare negli occhi: paura di essere respinto?

"Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perchè chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore. Noi amiamo perchè egli ci ha amato per primo"

(1Gv 4,18-19)



Alcuni spunti di riflessione

  1. Quali parole si sono fatte carne in me? Dove Cristo si è fatto esperienza nella mia vita?
  2. · Quali sono gli ostacoli, le paure, i limiti che mi impediscono oggi di vivere gesti di comunione profonda con il mio fratello, con il mio prossimo?