La Sorgente

Un bacio ... cosa vuoi dirmi?
campagna "Perugina" 2004/2005


Incontro di Sabato 4 Febbraio 2006


Il corpo come fattore sociale

Salmo 25 Di Davide:

Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.
La tua bontà è davanti ai miei occhi
e nella tua verità dirigo i miei passi.

Lavo nell'innocenza le mie mani
e giro attorno al tuo altare, Signore,
per far risuonare voci di lode
e per narrare tutte le tue meraviglie.

 

Non travolgermi insieme ai peccatori,
con gli uomini di sangue non perder la mia vita,
perché nelle loro mani è la perfidia,
la loro destra è piena di regali.

Integro è invece il mio cammino;
riscattami e abbi misericordia.
Il mio piede sta su terra piana;
nelle assemblee benedirò il Signore.

 



Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice:
Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà.

(Ebrei 10;5-.10)


Dopo aver detto prima non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose tutte che vengono offerte secondo la legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà.
Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo.
Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.

 

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.

(Romani 12;1)

Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

(Matteo 5;37)

Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è "sì" e "no".
Il Figlio di Dio, Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi, io, Silvano e Timoteo, non fu "sì" e "no", ma in lui c'è stato il "sì". E in realtà tutte le promesse di Dio in lui sono divenute "sì".

(2Corinzi 1:18-20a5;37)



Il pentalogo di PaloAlto

Il pentalogo di PaloAlto

1° POSTULATO: "Non si può non comunicare"
2° POSTULATO: "Ogni comportamento è comunicazione"

Comunicazione verbale e non-verbale

VERBALE: Orale o scritta
NON VERBALE: visiva, musicale, olfattiva, tattile, ecc… (Rapporto di 75-80% a 20-25%)
VOLONTARIA (consapevole, determinata, predisposta)
NON VOLONTARIA (inconsapevole, incontrollata o incontrollabile; cronicizzazione di atti volontari)

3° POSTULATO: "Ogni comunicazione presenta un aspetto di contenuto e uno di relazione, tale che il secondo classifica il primo"
DOPPIO LEGAME: relazione tra espressione volontaria e atteggiamenti involontari

Le alleate-spie

TIMBRICA (associata alla comunicazione orale)
MIMICA; CINESICA; PROSSEMICA (linguaggio del corpo)

Tre frasi-tipo

Nel rapporto con me stesso: "Mi sono accettato"
(tic nervosi, prossemica del nascondimento o dell'ipervisibilità, timbro di voce alterato…)

Nel rapporto con l'altro: "Ti amo"
(mimica cupa, prossemica distante, sguardo assente, autocompiacimento nell'intimità…)

Nel rapporto con Dio: "Io credo"
Giacomo 2:17-18
La fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede.

5° POSTULATO: "Il significato della comunicazione è la risposta che si riceve".

Necessità di acquisire una consapevolezza della propria portata comunicativa al 100%
Necessità di elaborare una corrispondenza nel doppio legame tra verbale e non-verbale
Necessità di creare un' empatia che faciliti il feed-back

 



Spunti di riflessione

Dagli "Scritti" di Etty Hillesum:

"…Non so scrivere, ma subisco questa vita con il corpo e con l'anima, minuto dopo minuto, in tutte le sue angolature, in tutti i suoi aspetti, i suoi suoni, i suoi colori. Vivo le persone e vivo anche la sofferenza delle persone.

E forse, da questa prova della vita, un giorno si eleveranno a fatica parole che dovrò dire, e la loro origine sarà così autentica che dovranno trovare la propria strada. Forse saranno parole maldestre, ma vorranno essere dette.

Temo anche di non scrivere in modo scorrevole. Credo di esserne capace, ma è come se vi opponessi una certa resistenza, per paura di non raggiungere le cose che contano.

Finirò per trovare le mie parole, anzi, le mie parole finiranno per trovare me; forse un giorno la mia esperienza incontrerà le parole che la libereranno.

Non so scrivere, ma so vivere, questo sì.
Da questa mia autentica vita nasceranno infine le parole ".



Domande

  1. Vivo la mia sessualità come forma di comunicazione consapevole (verbale e non verbale)?
  2. Quanto tengo conto della risposta dell'altro alle mie manifestazioni?
  3. Percepisco l'incidenza della pressione sociale nella lettura che io, a mia volta, faccio dell'altro?
  4. Hai mai percepito il raggiungimento d'un grado di empatia profonda in una situazione specifica?