La Sorgente

Il dialogo con il proprio corpo


Incontro di Sabato 21 Gennaio 2006


Accettazione e conflittualità

Signore tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando mi seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi
E poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

Se dico: "Almeno l'oscurità mi copra
E intorno a me sia la notte";
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.

Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre
Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio!
Se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.

(Salmo 138)


Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame , su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili della terra". Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.

(Genesi 1, 26-27.31)

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per
adorarlo". All'udire queste parole il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

(Matteo 2:1,12)



(Questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre- Lc 22,53)

[2]Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.
[3]Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l'orecchio al mio lamento.

[4]Io sono colmo di sventure,
la mia vita è vicina alla tomba.
[5]Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa,
sono come un morto ormai privo di forza.

[6]E` tra i morti il mio giaciglio,
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo
e che la tua mano ha abbandonato.

[7]Mi hai gettato nella fossa profonda,
nelle tenebre e nell'ombra di morte.
[8]Pesa su di me il tuo sdegno
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

[9]Hai allontanato da me i miei compagni,
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo;
[10]si consumano i miei occhi nel patire.

 

Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani.
[11]Compi forse prodigi per i morti?
O sorgono le ombre a darti lode?

[12]Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro,
la tua fedeltà negli inferi?
[13]Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi,
la tua giustizia nel paese dell'oblio?

[14]Ma io a te, Signore, grido aiuto,
e al mattino giunge a te la mia preghiera.
[15]Perché, Signore, mi respingi,
perché mi nascondi il tuo volto?

[16]Sono infelice e morente dall'infanzia,
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
[17]Sopra di me è passata la tua ira,
i tuoi spaventi mi hanno annientato,

[18]mi circondano come acqua tutto il giorno,
tutti insieme mi avvolgono.
[19]Hai allontanato da me amici e conoscenti,
mi sono compagne solo le tenebre.

(Salmo 88)



Gesù si allontanò dai suoi discepoli quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà". Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano per terra.

(Luca 22,41-44)



RIFLESSIONI SUL TEMA

Creazione - Incarnazione - "Relazione" come vocazione del corpo

Unità corpo-persona - Libertà - Percezione di sé - Donazione di sé


Domande per la condivisione

  1. C'è qualcosa che vorresti cambiare nel tuo corpo?
  2. In che modo la conflittualità con il tuo corpo ti rende difficile il rapporto con gli altri?
  3. Il fatto che Gesù abbia preso un corpo come il nostro, subendone tutte le conseguenze, ti aiuta ad accettare meglio i condizionamenti della tua fisicità?