La Sorgente

"Ama e fa ciò che vuoi"
(S. Agostino)


Incontro di Sabato 15 Ottobre 2005


La libertà di amare

E SONO SOLO UN UOMO

Io lo so Signoreche vengo da lontano
prima nel pensiero e poi nella tua mano
Io mi rendo conto che Tu sei la mia vita
e non mi sembra vero di pregarti così.

Padre di ogni uomo e non ti ho visto mai.
Spirito di Vita e nacqui da una donna
Figlio mio fratello e sono solo un uomo
eppure io capisco che Tu sei Verità.

E IMPARERÒ A GUARDARE TUTTO IL MONDO
CON GLI OCCHI TRASPARENTI DI UN BAMBINO
E INSEGNERÒ A CHIAMARTI PADRE NOSTRO
AD OGNI FIGLIO CHE DIVENTA UOMO (2 v.)

 

Io lo so Signore che Tu mi sei vicino
luce alla mia mente guida al mio cammino
mano che sorregge sguardo che perdona
e non mi sembra vero che Tu esista così.

Dove nasce amore tu sei la sorgente.
Dove c'è una croce Tu sei la speranza
dove il tempo ha fine Tu sei vita eterna
e so che posso sempre contare su di Te.

E ACCOGLIERÒ LA VITA COME UN DONO
E AVRÒ IL CORAGGIO DI MORIRE ANCH'IO
E INCONTRO A TE VERRO' COL MIO FRATELLO
CHE NON SI SENTE AMATO DA NESSUNO (2 v.)



La frase di Agostino, al primo impatto, attira la nostra attenzione sulla permissività del "fa' ciò che vuoi"; in realtà, essa vuol essere una provocazione attraverso l'imperativo "ama"


Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore.

(Romani,13,8-10)

Secondo la Parola, la libertà per l'uomo viene dalla volontà consapevole di "agire l'amore".
In cosa consiste, allora, questa volontà di "fare l'amore"?

Gratuità (Carità = ¢g£ph; amore)


Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
[…]
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

(1Corinzi,13,1-8a;13)

Maturità

1Corinzi 13:11-12
Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.

(1Corinzi,13,11-12)

…finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore.
Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo.

(Efesini,4,13-15)

Superamento della paura


Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
[…]
Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.
Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.
Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

(1 Giov4,7-12;18-21)

 



Spunti per la riflessione

  1. Sono consapevole che seguire Cristo implica assumersi delle responsabilità, sia verso me stesso che verso gli altri?
  2. Andare oltre me stesso, il mio vittimismo, il mio senso di colpa. Essere attivo nell'amore. Quanto ci riesco?
  3. Provocazione: riesco ad elaborare un pensiero (o un intervento) sulle mie difficoltà ad amare senza chiamare in causa le responsabilità di terzi?