La Sorgente

Non temete...


Incontro di Sabato 16 Aprile 2005




Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita

(Apocalisse. 2, 10)

Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia.

Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.

Lo dica la casa di Aronne:
eterna è la sua misericordia.

Lo dica chi teme Dio:
eterna è la sua misericordia.

Nell'angoscia ho gridato al Signore,
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

Il Signore è con me, non ho timore;
che cosa può farmi l'uomo?

Il Signore è con me, è mio aiuto,
sfidero i miei nemici.

E' meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell'uomo.

E' meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

Tutti i popoli mi hanno circondato,
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato,
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi hanno circondato come api,
come fuoco che divampa tra le spine,
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato mio aiuto.

Mia forza e mio canto e il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

Grida di giubilo e di vittoria,


nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto meraviglie,

la destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto meraviglie.

Non morirò, resterò in vita
e annunzierò le opere del Signore.

Il Signore mi ha provato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

Apritemi le porte della giustizia:
voglio entrarvi e rendere grazie al Signore.

E' questa la porta del Signore,
per essa entrano i giusti.

Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito,
perché sei stato la mia salvezza.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo;

ecco l'opera del Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Questo è il giorno fatto dal Signore:
rallegriamoci ed esultiamo in esso.

Dona, Signore, la tua salvezza,
dona, Signore, la vittoria!

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore;

Dio, il Signore è nostra luce.
Ordinate il corteo con rami frondosi
fino ai lati dell'altare.

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.

Celebrate il Signore, perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.

(Salmo. 117, 1-29)



Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) nato a Wadowice (Krakov, Polonia) il 18 maggio 1920, è deceduto alle ore 21.37 del giorno 2 Aprile 2005 in Vaticano. Alle ore 20 era iniziata la celebrazione della Santa Messa della festa della Divina Misericordia nella stanza del Santo Padre, presieduta da Mons. Stanislaw Dziwisz. Nel corso della Santa Messa è stato amministrato a Giovanni Paolo II il Santo Viatico e, ancora una volta, il Sacramento dell'Unzione degli Infermi. Le ultime ore del Santo Padre sono state caratterizzate dalla ininterrotta preghiera di tutti coloro che lo assistevano e dalla corale partecipazione in preghiera delle migliaia di fedeli raccolti da molte ore nella Piazza San Pietro.

Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concedera". Gesu le disse: "Tuo fratello risuscitera".
Gli rispose Marta: "So che risuscitera nell'ultimo giorno". Gesu le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivra; chiunque vive e crede in me, non morra in eterno. Credi tu questo?". Gli rispose: "Si, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo"
.

(Giovanni. 11, 21-27)

Una delle cose che più colpiva (positivamente) nel Papa Wojtyla era la sua "umanità", la capacità di essere e rimanere se stesso nelle più diverse situazioni, con il bimbo o l'anziano, con i poveri o i potenti.
E questo tanto nella pienezza della sue forze fisiche e intellettuali come anche negli ultimi anni, con le progressive inesorabili limitazioni delle facolta di muoversi e di comunicare.
C'era in Giovanni Paolo II una vera passione per l'uomo, per ogni persona e per tutta l'umanità.
Ne sono prova il suo impegno in difesa della vita e dei valori umani minacciati, le sue prese di posizioni, molto concrete, sulle guerre o nei confronti delle ideologie disumanizzanti.
La sua "geografia spirituale" (espressione sua) corrispondeva ad un orizzonte ampio, aperto sul cosmo, sulla storia, sull'intera umanità. Una passione fondata e permanentemente alimentata dalla certezza che "Cristo è il cammino dell'uomo" e che "l'uomo il cammino della Chiesa", come scrisse nella sua prima enciclica "Redemptor Hominis".
La sua forza veniva da Dio, dalla fede testimoniata in ogni passo e momento, fino alla fine. Era un uomo che pregava davvero (gli interminabili 45 minuti fuori programma della sua preghiera personale all'arrivo a Fatima, nel 1982). Questa forza interiore rivelava in lui l'anima di un vero mistico. E questo è un altro aspetto che maggiormente colpiva in Giovanni Paolo II: un modo tutto suo di vivere il rapporto tra fede e politica, tra l'umano e il divino. Da qui, dalla profondità di questa sorgente sono sorte forse le iniziative più importanti di un pontificato veramente eccezionale:

  • come il riconoscimento delle colpe storiche della Chiesa e i rispettivi mea-culpa;
  • l'impulso dato al dialogo inter-religioso, tra l'altro con gli incontri di Assisi;
  • l'avvicinamento ai "fratelli maggiori" ebrei; le celebrazioni del Grande Giubileo;
  • il suo "pellegrinaggio alle sorgenti della fede" (Terra Santa, Sinai, Damasco), ma anche tanti viaggi specialmente significativi (Strasburgo, ONU, Cuba e tanti altri);
  • gli Incontri Mondiali della Gioventu.

Ricordando tanti aspetti positivi, rincresce dover riconoscere l'incapacità (apparentemente rinforzata lungo il pontificato) di qualunque apertura sulla questione omosessuale, al di la di una generica proclamazione del rispetto dovuto alle persone come tali. Si sente il bisogno e l'urgenza che si arrivi ad una comprensione più approfondita e ampia di tale realta, senza negare ne minimizzare altre realta e valori importanti, come il matrimonio e la famiglia, il rispetto del corpo, la purezza di cuore. In questo momento, animati dalla speranza e dall'energia umana e spirituale che Giovanni Paolo II ci ha testimoniato, vogliamo augurarci che il futuro permetta, all'interno della Chiesa, un chiarimento e un serio approfondimento .

Vegliate dunque, perché non sapete ne il giorno ne l'ora. Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e parti. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Cosi anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorita su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorita su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cosi, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; la sarà pianto e stridore di denti. Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.

(Matteo. 25, 13-31)



Spunti di riflessione


  • Cosa e accaduto dentro i nostri cuori all'annuncio della morte del Pontefice?
  • Come, per chi crede, la morte di un uomo e Sorgente di vita?
  • Oggi siamo più liberi o più soli?
  • Cosa mi ha insegnato Giovanni Paolo II?
  • Quale il pensiero, la preghiera, l'auspicio che affido allo Spirito Santo alla vigilia del Conclave?


Lettura Breve

Noi Crediamo che Gesu è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.

(Tessalonicesi 1. 4,14

Invocazioni

Dio Padre onnipotente, che ha risuscitato Gesù dai morti, ridonera la vita anche ai nostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito. Illuminati da questa speranza diciamo insieme:
Signore donaci la vita in Cristo.

Padre santo, che mediante il battesimo ci hai sepolto nella morte del tuo Figlio e ci hai reso partecipi della sua resurrezione, fa' che camminiamo sempre in novita di vita.
- perché al di là della morte, viviamo sempre con Cristo.

Padre buono, che ci nutri con il pane vivo disceso dal cielo,
- fa che, comunicando alla mensa eucaristica, riceviamo il pegno della risurrezione.

Padre santo, che per mezzo del tuo angelo hai confortato il tuo Figlio nell'agonia del Getsemani,
- consolaci nell'ora della nostra morte.

Tu, che hai liberato i tre fanciulli dalla fornace ardente,
- purifica i fedeli defunti dei loro peccati e liberali da ogni pena.

Dio dei vivi e dei morti, rendi partecipi della gloria del Cristo risorto i nostri fratelli defunti,
- accoglici un giorno nell'assemblea festosa dei tuoi santi.


Padre nostro ...

O Dio, il cui unico Figlio nel mistero della Pasqua è passato da questo mondo alla gloria del tuo regno, concedi ai nostri fratelli defunti di condividere il suo trionfo sulla morte e di contemplare in eterno te, Padre, che li hai creati e redenti,

Per il nostro Signore ...