La Sorgente

Fedeltà, "qualità" divina: imparare da Dio ad essere fedeli


Incontro di Sabato 12 Marzo 2005


'E stato giustamente osservato nell'incontro precedente che solo Dio è veramente fedele.

Noi siamo spesso portati all'infedeltà, ad essere possessivi, a rifiutare il perdono. Invece il Dio di Abramo, di Mosè, di David, è sempre fedele alla sua Alleanza1.

Ed è l'amore di Dio Padre - specialmente presente e attivo in Gesù - il modello e la sorgente di ogni vero amore, misericordioso e fedele.

Tutta la Scrittura sottolinea il contrasto tra l'infedeltà del Popolo, sempre pronto ad allontanarsi dal Signore, e la persistente tenacia e pazienza attiva di Dio che si rivela come padre2, madre3, sposo4, il cui amore non viene mai meno5 e la cui fedeltà si manifesta proprio attraverso i rapporti fragili e talvolta difficili con il popolo (e il credente) "infedele".

Figlio di Dio, animato dallo Spirito, Gesù ci rivela che Dio è un mistero trinitario di amore e di fedeltà.Egli si dona "sino alla fine"6, fino alla morte di croce, e ci chiama a lasciarci coinvolgere in questa feconda divina dinamica di apertura e di dono7, diventando nuove creature in Cristo e nello Spirito8.

Il Vangelo ci ricorda con insistenza che la fedeltà non è un processo lineare, scontato, ma richiede tempo e maturazione, riconoscimento e correzione dei passi sbagliati, saper chiedere e ricevere il perdono. Esemplare è il caso di Pietro, generoso ma debole9, traditore infedele al suo amico e maestro nel momento della prova suprema10, ma che viene confermato nel suo ruolo fondamentale, accertata la sua adesione di amore, adesso più umile e matura11. La fedeltà di Pietro è, dunque, come nel concreto delle nostre esistenze, una fedeltà sofferta, che per un momento viene meno ma poi si ravvede e si consolida, grazie alla sincerità del suo amore e alla fedeltà indiscussa del Signore. A questo percorso non lineare allude anche Gesù parlando di due figli che reagiscono diversamente all'appello del padre12. Più dell'entusiasmo (o della superficialità) incosciente della prima reazione, contano i fatti.

La questione supera di molto i limiti della fedeltà all'interno di una coppia o nei rapporti interpersonali, punto di partenza della nostra riflessione recente. Ci troviamo davanti ad un punto centrale della nostra vita umana e cristiana, da guardare, da condividere e da rivedere in termini di conversione e di aiuto fraterno, ma anche di preghiera. In verità, ci sono molti elementi della vita attuale sfavorevoli al concetto e alla pratica della fedeltà (p.e. molteplicità delle proposte di tutti tipi, instabilità delle condizioni di lavoro e di alloggio, crescente rete di comunicazioni in tempo reale, ritmo vertiginoso della vita, certa tendenza alla leggerezza, ai luoghi comuni, alla frivolezza, a soluzioni di facilità, perdita del senso della vita e della responsabilità comune).

La vera fedeltà, comunque, quella che Dio ci insegna, non consiste in un mero attaccamento dettato dalle regole o in un immobilismo umano. Come tutte le "virtù", richiede forza, determinazione, e grazia di Dio. Va chiesta nella preghiera e vissuta in un cammino mai finito, che include una inevitabile parte di tensione e di lacerazione. Anche qui si tratta di portare la croce di ogni giorno, condizione di crescita e di vero amore. Ma la vita ci insegna pure che le gioie più profonde sono legate all'esperienza dell'amore fedele e del perdono, dopo delle "traversate" talvolta travagliate.

1"Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria; perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura in eterno" (Salmo 116). "Celebrate il Signore, perché è buono; eterna è la sua misericordia. Dica Israel che egli è buono: eterna è la sua misericordia […] eterna é […] (Salmo 117).

2"Tu, Signore, sei nostro padre. Perché ci lasci vagare lontano dalle tue vie? […] Tu sei nostro padre, tutti noi siamo opera delle tue mani" (Isaia 63-64) "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste […] Il Padre vostra sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregare cosi: Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome" (Matteo 5, 48; 6, 8-9). "Quando [il figlio prodigo] era ancora lontano, il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò" (Luca 15, 20).

3"Sion ha detto: Il Signore mi ha abbandonato, mi ha dimenticato. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai" (Isaia 49, 14-15).

4"Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore".(Osea 2, 21-22)

5"Come una donna abbandonata e con l'animo afflitto, il Signore ti ha richiamata. Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù? Dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore" (Isaia 54, 6-7).

6"Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine […] " (Giovanni 13, 1).

7"[…] Rimanete in me e io in voi[…] Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto[…] […] Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena […] Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Giovanni 15, 1-11).

8"Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé"(Galati 5, 22). Queste le "qualità" dei veri discepoli di Cristo, cominciando da Maria, Madre docile e fedele.

9"Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano, ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli. E Pietro gli disse: Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte. Gli rispose Gesù: Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi." (Luca 22, 31-34).

10"Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: Anche questi era con lui. Ma egli negò dicendo: Donna, non lo conosco. Poco dopo un altro lo vide e disse: Anche tu sei di loro! Ma Pietro rispose: No, non lo sono. Passata circa un ora, un altro insisteva: In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo. Ma Pietro disse: O uomo, non so quello che dici. E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò, Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte. E uscito, pianse amaramente." (Luca 22, 54-62).

11"Quando ebbero mangiato [pane e pesce alle brace, sul lago di Tiberiade, dopo la Risurrezione], Gesù disse a Simon Pietro: Simone di Giovanni, mi ami tu più che costoro? Gli rispose: Certo, Signore, tu sai che ti amo. Gli disse: Pasci i miei agnelli[…] […] Gli disse per la terza volta: Simone di Giovanni, mi ami? Pietro rimase addolorato… e gli disse: Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo. Gli rispose Gesù: Pasci le mie pecorelle[…] […] E detto questo aggiunse: Seguimi. " (Giovanni 21, 15-19).

12"[Gesù, nel Tempio, poco prima della Passione, constatata l'ostinazione con cui viene rifiutato:] Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Si, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo , gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; mas poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre? Dicono: L'ultimo." (Matteo 21, 28-31). Cf. parabola del seminatore (Matteo 13; Marco 4; Luca 8): il seme caduto nel terreno sassoso è l'uomo che subito ascolta la parola e con gioia, ma non ha radice in sé, è incostante, sicché appena giunge una tribolazione, subito si abbatte e viene meno. Condizione della fecondità - della fedeltà - non è la celerità della reazione, bensì la serietà dell'ascolto, la pacatezza del discernimento, la serietà della coscienza.

 




Spunti di riflessione

  1. Ho avuto nella mia vita l'esperienza di una relazione (umana o spirituale, di amore o di semplice amicizia, o anche di mera collaborazione lavorativa od altra), che si sia mantenuta, malgrado qualche crisi seria, grazie alla benevolenza e/o al perdono ricevuto e/o concesso, uscendone addirittura maturata e rinforzata?
  2. Sempre partendo dalla mia esperienza: percepisco il valore, l'importanza, l'attualità della fedeltà? Come? Avverto i rischi di deriva di una esistenza vissuta senza punti di riferimento neanche interiori, soltanto all'insegna della precarietà, della provvisorietà, nella totale instabilità?
  3. Nel nostro caso concreto, mi rendo conto del bisogno di andare oltre le impressioni o reazioni superficiali per ancorarmi in dei valori e delle certezze profonde, che diano continuità ad un vissuto in sé tante volte frammentario e dispersivo?
  4. Nei problemi di coscienza che si mi propongono, che criteri prendo in considerazione per arrivare ad un comportamento adulto e responsabile che assicuri una vera fedeltà a Dio e agli altri, nel profondo del mio essere ?


Preghiera di San Francesco

Altissimo glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta,
sperança certa e caritade perfecta,
senno et cognoscemento,
Signore,
che faça lo tuo santo
e verace comandamento.
Amen.