La Sorgente

Visibilità


Incontro del 6 Novembre 2004


Visibilità - Accettazione di sè - Testimonianza

Signore, tu mi scruti e mi conosci, *
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,*
mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie; †
la mia parola non è ancora sulla lingua *
e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi *
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza, *
troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito, *
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei, *
se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell'aurora *
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano *
e mi afferra la tua destra.

Se dico: " Almeno 1'oscurità mi copra*
e intorno a me sia la notte ";

nemmeno le tenebre per te sono oscure, †
e la notte è chiara come il giorno;*
per te le tenebre sono come luce.

Sei tu che hai creato le mie viscere*
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;†
sono stupende le tue opere,*
tu mi conosci fino in fondo.

(Salmo 10,1-5.7)



... non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.

27Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti. 28E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna.

29Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.

30Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 31non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!

32Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

34Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. 35Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: 36e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.

(Dalla Vangelo secondo Matteo, 10,26-36)



Ciò che ci dà la forza di uscire allo scoperto senza esibizionismi, ma anche senza timori, è la consapevolezza di essere amati profondamente da Dio per quello che siamo. Su di noi c'è un'elezione di Dio, proprio nella nostra debolezza, nel nostro essere rifiutati dal mondo. Dio rovescia le categorie umane e le prospettive del mondo: "Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono" (1Cor. 1,28).

Non c'è più paura di mostrarsi per quello che si è, perché si ha la certezza di essere amati, di essere inseriti in un piano di salvezza. Il Signore ci ha chiamati in una situazione di debolezza, nella nostra condizione di omosessuali, proprio perché sia più profonda l'unione con lui e possiamo testimoniare le sue opere.

La visibilità per l'omosessuale cristiano deve essere anche testimonianza dell'amore di Dio, che si rivela in Cristo crocifisso e vincitore della morte. Forza determinante per la salvezza del mondo è la testimonianza della Croce di Cristo, "scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani", ma "potenza di Dio e sapienza di Dio" (cfr 1Cor. 1,23s).




Spunti di Riflessione

Nell'ultimo incontro è emersa una certa difficoltà che molti hanno a rendersi visibili sia come omosessuali, sia come cristiani. La difficoltà si amplifica quando addirittura ci scopriamo incapaci di conciliare di fronte a noi stessi la possibilità di vivere il nostro orientamento sessuale con la nostra vocazione cristiana. Alcuni di noi sono riusciti a rivelare la loro omosessualità agli amici o all'interno della comunità cristiana di appartenenza, non sempre senza problemi, ma non in famiglia o nel posto di lavoro; altri non hanno difficoltà a dichiarare il proprio orientamento sessuale, ma faticano a testimoniare la loro fede cristiana, di cui a volte sfugge la relazione con la vita concreta di ogni giorno; altri ancora denunciano la diffidenza e l'incomprensione che talora si incontrano, in un ambiente omosessuale "laico", presentandosi come omosessuali cristiani, che cercano, nonostante tutto, un dialogo con la Chiesa. E' stato sottolineato che rivelare la propria identità sessuale deve essere comunque una libera esigenza personale, non un'ossessione o un'imposizione.

Sentirsi amati da Dio è un fatto esperienziale, legato alla vita concreta, non una teoria o un'astrazione.

Spesso non riusciamo a essere completamente visibili perché non ci sentiamo amati dagli altri: temiamo il rifiuto di chi ci sta intorno, e quando lo sperimentiamo siamo più inclini a mettere in dubbio l'amore di Dio per noi. Siamo così i primi a disprezzare noi stessi, non riconoscendoci figli di Dio e opera Sua.
In Gesù Cristo, Dio ci invita a rompere i legami che ci impediscono di accettare la nostra identità profonda e di riconoscere la storia di salvezza che ha fatto con noi: in questo modo, il Padre ci chiama ad aprirci a una relazione autentica con gli altri, per sperimentare concretamente la vera libertà e la vera gioia.



Domande

  • Quali difficoltà hai avuto o hai tuttora a renderti visibile e ad accettare la tua condizione di omosessuale?
  • Riesci oggi a vedere nella tua storia personale - e nella tua condizione di omosessuale - i segni dell'amore profondo di Dio per te?
  • Quanto ti aiutano la tua fede e l'esperienza del gruppo a essere visibile come omosessuale e come cristiano?