La Sorgente

La solitudine - Parte terza


Incontro del 23 Ottobre 2004


Vivere la solitudine

Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!

È come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba,
sulla barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.

È come rugiada dell'Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre.

(Canto delle ascensioni. Di Davide. Salmo 132)



Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile"

(Dal libro della Genesi, cap.2, v.18)

Molte persone sentono di vivere e vivono una vita in solitudine, ma noi crediamo che la persona umana abbia bisogno della vita sociale.
Questo non è per l'uomo qualcosa di aggiunto, ma è un esigenza della sua natura. Attraverso il suo rapporto con gli altri la reciprocità del servizio e il dialogo con i fratelli, l'essere umano sviluppa le proprie virtualità e così risponde alla propria vocazione.
Ogni uomo riceve dei talenti che arricchiscono la sua identità e che sono però da far fruttare. Solo l'uomo così concepito è erede del proprio passato e costruttore del proprio futuro.
L'uomo nascendo, non dispone di tutto ciò che è necessario allo sviluppo della propria vita, sia corporale che spirituale. Ha bisogno degli altri. Nella realtà dell'esistenza vi sono differenze legate all'età, alle capacità fisiche, alle attitudini morali, alla distribuzione delle ricchezze. I talenti, infatti, non sono distribuiti in misura eguale. Tali differenze sono "volute da Dio", il quale vuole che ciascuno riceva dagli altri ciò di cui ha bisogno, e che coloro che hanno talenti particolari ne comunichino i benefici a coloro che ne sono privi



Spunti di Riflessione

  • La solitudine ha nascosto i tuoi talenti?
  • La solitudine ha negato l'accoglienza del fratello non facendoti cogliere le sue esigenze?
  • La solitudine mancanza di...?


Ho sognato che camminavo
in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni più difficili della mia vita.
Allora ho detto: "Signore
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato
solo proprio nei momenti più difficili?
E lui mi ha risposto:
"Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali c'è soltanto un'orma sulla sabbia
sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio".

Margaret Fishback Powers