La Sorgente

La Solitudine


Incontro del 25 Settembre 2004


La solitudine

Invocazione allo Spirito Santo.

Re celeste, Consolatore, Spirito di verità,
che sei presente in ogni luogo e tutto riempi,
tesoro di beni e datore di vita,
vieni e abita in noi e purificaci da ogni macchia, e salva, o Buono, le anime nostre.



16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perchè chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 17Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perchè il mondo si salvi per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perchè non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perchè le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perchè non siano svelate le sue opere. 21Ma chi opera la verità viene alla luce, perchè appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

(dal Vangelo di Giovanni, cap.3, vv. 16-21)



Spunti di Riflessione

La solitudine dell'adolescente che scopre un mondo che lo circonda dove tutti si comportano in modo contrario al suo:

  • stupore,disagio,insofferenza,crisi ,primi problemi di relazione con i coetanei problemi in famiglia e con la società in generale confuso senso di inadeguatezza rispetto al comportamento altrui;

La solitudine del giovane che sta prendendo coscienza della propria diversità e non trova riscontro neppure con gli amici intimi:

  • Senso di impotenza e di rabbia di fronte alla propria incapacità di adeguamento agli stereotipi prevalenti nella società(stile di vita,compagnie,vari modi di aggregazione,il primo amore dei coetanei e il senso di vuoto interno,unito alla consapevolezza della propria diversità sessuale , a volte scoperta in modo drammatico);

  • Conflitti in famiglia ,nella società,nella Chiesa,crisi di fede e talvolta sensazione di perdita della stessa o impressione di incompatibilità tra fede e omosessualità Momenti di aggregazione,talvolta molto promiscua,con altri omosessuali;
    Autoghettizzazione, ricerca della soddisfazione a tutti i costi e con ogni mezzo,quale espressione di ribellione e affermazione della propria personalità

La solitudine dell'adulto che,presa coscienza della propria omosessualità,ha due possibilità di comportamento:

  • accettazione della propria condizione a tutti i costi o repressione ,con conseguente aumento della solitudine e gravi crisi ,non escluse conseguenze patologiche, come ad esempio, la depressione.

  • Accettazione,a seguito di momenti importanti di aggregazione con altri omosessuali e continua ricerca del partner,già iniziata in età adolescenziale,ma piu' mirata o piu' disinvolta (frequentazione di locali,cinema ,chat ecc..),che sembrerebbero annullare la solitudine,ma questa si ripropone ogni volta che si ritorna soli,dopo una eventuale esperienza di carattere erotico e sessuale.

  • Momenti di aggregazione di carattere culturale o /e religioso che attenuano in modo anche forte la realtà della propria solitudine.

Solitudine dell'uomo maturo e dell'anziano: vissuta, specialmente in questo caso in modo drammatico ,nonostante il soggetto viva in una grande città e abbondino dichiarazioni di tolleranza da parte delle istituzioni civili o dei media.



Suggerimenti proposti

  • Eventuali strutture di sostegno psicologico,sociale e religioso,per quanto non ancora molto diffuso nella nostra società;

  • Luoghi di incontro,a tutti i livelli, che favoriscano la relazione con i cosiddetti normali, ,facendo si che gli omosessuali non siano visti come "bestie rare" e per questo è necessario che le varie istituzioni, come ad esempio la scuola, si impegnino ad eliminare ogni forma di discriminazione.

  • Dialogo, da ricercare ad ogni costo, con le varie Istituzioni religiose, che per il momento hanno delle forti riserve rispetto alla tematica della omosessualità (rilettura alla luce delle attuali conoscenze bibliche,dei passi che sembrano condannare "senza appello" il comportamento omoerotico).