La Sorgente

Giuseppe...


Incontro del 24 Aprile 2004

 

Giuseppe figlio di Davide, una chiamata alla nostra portata

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". 22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l`angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò.

(dal Vangelo di Matteo, cap. 1, vv. 18-25)


Quasi sempre pensando alla nascita di Gesù il pensiero corre alla madre Maria, donna in cui avvenne il più grande miracolo della storia, in Giuseppe non si compie un miracolo ma la sua opera è comunque richiesta perché il disegno divino si compia.
Egli descritto come un uomo giusto, non solo secondo la legge degli uomini e di Mosè, ma anche secondo il comandamento nuovo dell'amore che di li a poco verrà incarnato in Cristo; non decide infatti di denunciare pubblicamente Maria esponendola allo scandalo e probabilmente alla morte per lapidazione, ma decide di "licenziarla in segreto" non secondo la logica della colpa e della punizione ma secondo quella del perdono. Non è una decisione facile: Maria è già sua sposa ed è incinta senza che sia stato lui; proviamo a metterci un attimo nei suoi panni, si sentirà tradito, preso in giro, soprattutto se pensiamo alle giustificazioni che probabilmente la sua sposa gli da, se gliene da!
Non vuole tuttavia che a Maria succeda nulla di male, ancora la ama probabilmente, ma nemmeno vuol passare da stupido e prendersi responsabilità che non gli competono e che non ha scelto di accollarsi. Come dargli torto? A lui non avviene nemmeno il miracolo dell'annuncio. Solo un sogno lo incita ad accogliere Maria, per altro con una spiegazione che non spiega nulla.
Dio gli parla in sogno, senza avvenimenti esterni; senza "tangibilità" di segni. Parla al suo cuore, contro il perbenismo comune, nonostante la vergogna e la delusione, contro il normale modo di pensare di allora come di oggi.
Giuseppe non agisce d'impulso, magari seguendo la rabbia o la delusione ma riflette su cosa è meglio fare. Se vedessimo la cosa con gli occhi di un amico a cui Giuseppe avesse confidato le sue pene, chi di noi gli avrebbe dato torto se avesse ripudiato Maria?
Giuseppe è in un momento cruciale della sua vita e se ne rende conto perché tentenna quando la logica umana non avrebbe che una risposta ben chiara di condanna. Dio gli mette di fronte la facoltà di scegliere in libertà se abbracciare il disegno di Dio, Maria infatti è incinta ma ancora l'unione tra loro non è definitiva.
Giuseppe si fida dei segni e del suo cuore e prende con se Maria accettando e seguendo il disegno che Dio ha su di Lui. Accetta di vivere comunque la sua propria storia, nonostante Dio l'abbia tutta scombussolata: Maria era già sua sposa e me lo immagino chiedersi perché proprio a lui una disgrazia simile e se non poteva essere un matrimonio come tutti gli altri? Non poteva avere un figlio come tutti gli altri? Dio gli chiede forse la rinuncia umanamente più grande, la rinuncia al proseguimento della sua progenie in linea di sangue; proprio lui che è della stirpe di Davide viene frustrato nel suo plausibile desiderio di paternità naturale.
Il miracolo dell'incarnazione si compie in Maria, ma Giuseppe è parte in causa per il mondo… Gesù è agli occhi di tutti figlio di Giuseppe. Egli si assume la responsabilità di questo bambino pur non essendone il padre naturale e senza il suo sì la vicenda umana di Cristo non sarebbe possibile appieno.

 

 

 

Salmo 1

Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte

Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi al giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.

Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

 

Domande 

  • Di solito agisco e penso secondo la logica della colpa e della punizione o secondo la logica della Grazia e del perdono? Grazie e perdono sono per me solo parole? Ci ho mai veramente riflettuto sopra? Hanno una reale incidenza nella mia vita sia come dono ricevuto che come atteggiamento verso gli altri? Da cosa si capisce secondo quale logica opero di solito?
  • Quanta incidenza ha il non voler fare brutta figura negli atteggiamenti che ho quotidianamente? So mettermi tra gli ultimi senza vergogna? Assecondo, rinforzo o ignoro la "logica del mondo" per cui si prendono in considerazione solo o principalmente i "vincenti"?
  • Quando mi si presenta la chiamata, anche nelle cose quotidiane, quanto mi faccio influenzare dalla logica del mondo per cui cerco di non passare da stupido, da troppo buono, da ingenuo, da perdente, da fuori di testa?
  • Quanto mi sforzo di leggere i "segni" nella mia vita? Quanto cerco di forzare Dio aspettandomi un segno tangibile, un miracolo, per lasciarmi convincere da Dio?
  • Sappiamo cogliere gli stravolgimenti che Dio nei nostri piani come grazie ed occasioni da vivere o li consideriamo fastidi e impedimenti ai nostri disegni?