La Sorgente

Di Fronte Alla Parola


Incontro dell'8 Novembre 2003

Da: A. CENCINI Vivere Riconciliati - Aspetti Psicologici

Esame di Coscienza o di Incoscienza?


Sotto lo sguardo di Dio

Se vogliamo evitare quelle forme di accettazione del nostro peccato che ci portano ad ignorarlo, scaricarlo sugli altri o a restarne schiacciati, dobbiamo imparare a riconoscerlo dentro di noi e a scoprirlo nei suoi camuffamenti ....

Nel nostro cammino di integrazione del male l'esame di coscienza ha una sua precisa e insostituibile funzione.

L'esame di coscienza è [...] lasciare che Dio ci venga incontro con quella parola che ci scruta, ci conosce e ci rivela quel che siamo.

In ogni caso l'esame di coscienza non è [...] una compiacente o sofferta autoanalisi [...] con possibile esito depressivo. [..] E' un "rientrare in noi stessi" sotto lo sguardo di chi ci ama e ci conosce intimamente, in un dialogo e soprattutto ascolto fiducioso della sua parola.

Ma non è mai una rivelazione improvvisa e definitiva ...

Se mi lascio ogni giorno condurre dalla Parola [...] (l'autore si riferisce alla Parola di Dio in generale, ma in particolare a quella che la liturgia ci offre ogni giorno. ndr) [...] da questo confronto verrò sempre fuori con una luce nuova che scuote la mia inerzia e mi fa scoprire il male in me.

(E questa scoperta verrà fatta ndr) non più secondo le mie tranquillizzanti categorie [...] o da un semplice confronto con prescrizioni comportamentali o da schemi fissi di condotta [...] da cui non è difficile uscire indenni e senza colpa, con conseguenti confessioni monotone e senza dolore.

 

Alcune aree e modalità d'indagine

Motivazioni e intenzioni

Non è sufficiente osservare le azioni, esterne o interne, ma è necessario indagare sulle motivazioni che spingono ad agire e sulle intenzioni che attraggono il nostro fare.

[...] ciò che abbiamo sempre ignorato diventa lentamente padrone del nostro cuore. E' un processo [...] che parte dalle prime veniali concessioni e leggerezze, si radica in profondità [...] genera abitudini [..] sempre più autorizzate [..] e innesca un dinamismo automatico, resistente al cambiamento, e ogni giorno sempre più esigente nelle sue pretese.

[...] è difficile scrutare e liberare l'inconscio, ma è possibile prevenirlo.

Sentimenti e emozioni

(Un altro errore è ndr) indagare sui soli comportamenti e sui fatti concreti ignorando [...] sentimenti sensazioni e emozioni [...] (che invece sono ndr)  una pista utilissima per scoprirci e conoscere le reali motivazioni del nostro agire.

Se, ad es, un fratello in comunità (o un vicino o un collega o un conoscente nrd) mi è cordialmente antipatico, non è sufficiente [...] che io controlli il comportamento tenuto con costui, magari congratulandomi con me stesso o giustificandomi perchè "non gli ho mica fatto niente di male" [..] ma devo interrogarmi sulla sua origine (del sentimento ndr) e [...] su come esso abbia condizionato il mio rapporto con lui e con la comunità intera.

Lo stesso vale per i sentimenti positivi o troppo positivi (simpatie, attrazioni varie) [...]

Verificando [...] fino a che punto mi lascio condizionare da queste emozioni e condiziono gli altri con il mio umore [...] scopro una realtà del mio io che spesso resta nascosta.

Potrei scoprire, ad es. che se soffro così tanto perchè [...] sono stato trattato a parer mio ingiustamente m'accorgerò che (oltre un certo livello ndr) la mia angoscia e segno d'eccessivo bisogno di stima altrui, di false aspettative nei confronti degli altri, d'un esagerato sentire di me stesso e della mia dignità.

E mi guarderò bene  [...] dall'offrire certe mie sofferenze al Signore!

Esistono infatti anche sofferenze inutili, quelle che nascono dal mio narcisismo [...] da queste il buon Dio vuole che mi liberi, altro che vantarmene di fronte a lui!

Il bene non fatto

[..] verificare se il criterio che dirige il nosto agire è massimale (ogni giorno qualcosa di più) o minimale (non far niente di male).

[..] vivere tranquilli [...] sordi al richiamo di quel che si potrebbe e si dovrebbe fare agli altri è una forma di omissione grave non tanto per quello che la persona non fa, ma perché neppure si accorge di quello che deve fare.

E' il caso del tipo imperturbabile, così ripiegato su di sé che nemmeno vede il fratello da aiutare, ne tantomeno sente l'obbligo di dare una mano.

Il dolore o la necessità dell'altro gli passano accanto senza scalfirlo: indaffaratissimo perchè non ha tempo, tira dritto per la sua strada, proprio come il sacerdote della parabola del buon samaritano (Lc 10,29-32)

Il male comunitario

[...] interrogarci sul male che è presente nella comunità e nei singoli, ma per scoprire le nostre personali responsabilità.

La debolezza del fratello e la sua caduta, quel nervosismo che serpeggia in tutti o lo scatto d'ira di qualcuno sono problemi che mi toccano, perchè anch'io potrei aver giocato un certo ruolo nel determinare direttamente o indirettamente quella caduta o quel nervosismo, o, al contrario, potrei non aver fatto proprio niente per comprendere la debolezza del mio fratello o prevenire il suo scatto d'ira.

Probabilmente, se ci abituassimo tutti a esaminarci così sul male comunitario [...] cominceremmo anche a capire cosa vuol dire caricarsi ognuno del peso dell'altro. E mi accorgerei, forse, che già qualcuno sta portando il mio peso sulle sue spalle ....

 

La Bistromatica

La bistromatica, in fondo, non è che un metodo nuovo e rivoluzionario per comprendere il comportamento dei numeri. Così come Einstein notò che il tempo non era un assoluto ma dipendeva dal moto dell'osservatore nello spazio, e che lo spazio non era un assoluto ma dipendeva dal moto dell'osservatore nel tempo, altri hanno notato che i numeri non sono un assoluto ma dipendono dal moto degli osservatori nei ristoranti.

Il primo numero non-assoluto è quello delle persone alle quali è riservato il tavolo. Tale numero varia nel lasso di tempo in cui vengono fatte le prime tre telefonate al ristorante, e non ha, sembra, alcuna relazione concreta con il numero di persone che arrivano effettivamente sul posto, ne con il numero di persone che si uniscono a queste dopo uno spettacolo/partita/festa/orgia, ne con il numero di persone che se ne vanno quando vedono che fra i presenti ci sono alcuni individui non graditi.

Il secondo numero non assoluto è rappresentato dal momento dell'arrivo. Questo numero è una delle astrazioni matematiche più bizzarre che siano mai state concepite. [...] è un numero la cui peculiarità è di essere qualsiasi cosa tranne se stesso. In altre parole il momento dell'arrivo è quell'unico e solo momento in cui è impossibile che arrivi un membro qualsiasi della compagnia.

Il terzo numero non assoluto, e probabilmente anche il più misterioso, è definito dal rapporto tra la quantità di pietanze e bevande registrate sul conto, il loro costo, il numero delle persone presenti a tavola e la cifra che ciascuna di esse è disposta a spendere (Il numero di persone che si sono preoccupate di portare il denaro con sé non è rilevante). Poichè le singolari incongruenze che si rilevano nei ristoranti al momento di pagare il conto non venivano prese sul serio, per secoli e secoli si è mancato di analizzarle.

Volta per volta si ritenevano provocate dall'educazione, dalla maleducazione, dalla meschinità, dalla grettezza, dalla stanchezza, dall'emotività, dall'ora tarda, e la mattina sguente ci si dimenticava tutto.

(Douglas Adams
La vita, l'universo e tutto quanto )

La povera vedova
Mc 12,38-44
 
In quel tempo, Gesù diceva ala folla mentre insegnava: "Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere. Essi riceveranno una condanna più grave".
E sudutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattino. Allora, chiamati a sè i discepoli, disse loro: "In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, quanto aveva per vivere".