La Sorgente

Riedificare...


Incontro del 7 Settembre2003

La dialettica nella chiesa.


San Francesco

Vita prima di San Francesco d'Assisi di Tommaso da Celano

CAPITOLO VIII RESTAURA LA CHIESA DI SAN DAMIANO. FORMA DI VITA DELLE RELIGIOSE CHE Vl DIMORANO 350 18. La prima opera cui Francesco pose mano, appena libero dal giogo del padre terreno, fu di riedificare un tempio al Signore. Non pensa di costruirne uno nuovo, ma restaura una chiesa antica e diroccata; non scalza le fondamenta, ma edifica su di esse, lasciandone così, senza saperlo il primato a Cristo. Nessuno infatti potrebbe creare un altro fondamento all'infuori di quello che già è stato posto: Gesù Cristo(1Cor 3,11)..

 

Pietro e Paolo

L'assemblea di Gerusalemme

1Dopo quattordici anni, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito:
2vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano.
3Ora neppure Tito, che era con me, sebbene fosse greco, fu obbligato a farsi circoncidere. 4E questo proprio a causa dei falsi fratelli che si erano intromessi a spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi. 5Ad essi però non cedemmo, per riguardo, neppure un istante, perché la verità del vangelo continuasse a rimanere salda tra di voi.

6Da parte dunque delle persone più ragguardevoli - quali fossero allora non m'interessa, perché Dio non bada a persona alcuna - a me, da quelle persone ragguardevoli, non fu imposto nulla di più. 7Anzi, visto che a me era stato affidato il vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi - 8poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani - 9e riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. 10Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri: ciò che mi sono proprio preoccupato di fare.

Pietro e Paolo ad Antiochia

11Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto.
12Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi.
13E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia.
14Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti:"Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?

Il vangelo di Paolo

15Noi che per nascita siamo Giudei e non pagani peccatori, 16sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno".

17Se pertanto noi che cerchiamo la giustificazione in Cristo siamo trovati peccatori come gli altri, forse Cristo è ministro del peccato? Impossibile!
18Infatti se io riedifico quello che ho demolito, mi denuncio come trasgressore. 19In realtà mediante la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio. 20Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. 2Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano.

 

Una Rilettura di Paolo

Da un popolo a tutti i popoli 

Cap. 25 TAUBES.  [...] Paolo [...] si presenta come chiamato a un compito, prescelto per vocazione a essere apostolo (infatti non lo era come gli atri dodici), inviato dagli ebrei ai pagani [...]. Ma qui c'è un dramma. Perchè ciò che c'è di mezzo è la fondazione e la legittimazion di un nuovo popolo di Dio, che non è più quello che dicende da Abramo. [...] Si ripresenta il dramma del minacciato passaggio della elezione di Dio dagli ebrei agli altri popoli: il popolo eletto che non è più il popolo eletto. E' quello che avvenne [...] quando il popolo si ribellò, rimpianse di essere uscito dall'egitto, si fece un vitello d'oro e lo adorò al posto di Dio; Dio indignatosi giurò a Mosè che lo avrebbe distrutto e che avrebbe fatto di Mosè un'altra nazione più grande e più potente. [...] Ma Mosè, resistette a questa decisione, rifiutò la nuova investitura e implorò il signore di desistere dalla sua ira. [...]
Ora, secondo Taubes, Paolo si trovò di fronte allo stesso problema di Mosè, quando di nuovo il popolo aveva peccato rifiutando il messia che gli era giunto; ma mentre Mosè rifiutò di dare inizio ad un nuovo popolo che prendesse il posto di quello di Israele, Paolo accettò di farlo. La sua vocazione era appunto una chiamata a fare questo [...]. Tuttavia con una differenza fondamentale. [...] Per Paolo [...] non si tratta di trasferire l'elezione da un popolo ad un altro, sia pure più grande, ma di estendere l'elezione a tutti i popoli, in forza non più di un'obbedienza alla legge ma di una obbedienza alla fede

(Raniero La Valle
Prima che l'amore Finisca )

 


Ipotesi di temi per il prossimo anno.

Senso di colpa e senso di peccato
  • Molti di noi sono bloccati nel proprio agire quotidiano da sensi di colpa scambiati per peccato e agiscono peccando ritenendo che quanto fanno non sia peccato.

Colpa distruttiva e costruttiva: la prima è il rimorso (esperienza psicologica) e la seconda é il pentimento (esperienza morale). Il rimorso ci lega all'errore, il pentimento ce ne libera.
Liberi per sentirci genuinamente in colpa così da riscoprire la bellezza del valore perduto.

(Alessandro Manenti
in A. Cencini, Vivere Riconciliati. Aspetti Psicologici)

Carità e/o amicizia
  • La Carità viene prima dell'amicizia. Sei d'accordo?
  • Il gruppo è in cammino verso la costruzione di un rapporto di carità fraterna, per poter poi instaurare amicizie feconde?
  • Il gruppo potrebbe incrementare la capacità di amare e stringere amicizie se aumentasse la frequenza degli incontri?
IVO:
Tra l'amicizia e la carità non c'è nessuna differenza?.

AERLREDO:
C'è invece, e grande. L'autorità di Dio ha infatti stabilito che siano molti di più quelli che accogliamo nel grembo della carità di quelli che ammettiamo all'abbraccio dell'amicizia . La legge della carità ci fa obbligo di accogliere nel seno dell'amore non solo gli amici, ma anche i nemici. Noi però chiamiamo amici quelli cui non temiamo di affidare il nostro cuore con tutto quello che ha dentro, e così fanno anche loro, stringendosi a noi in un legame che ha la sua legge e la sua sicurezza nella fiducia reciproca

(Aelredo di Rievaulx
L'amicizia spirituale)


Dove va il gruppo?

Da gruppo a comunità

  • Io credente - io cliente
  • Quale comunità? Quale comunione? Quale Comunicazione?

Atti 4:32
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune.

Da una sensibilità “ecclesiastica” ad una “ecclesiale”

  • Fede del servo e fede del figlio
  • Gerarchia e diaconia

Giovanni 15:15
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.