La Sorgente

Vie per trattare con l'Impotenza. 2 


Incontro del 5 Aprile 2003

Da: A. GRÜN Autostima e accettazione dell'ombra

Le Vie religiose


Dal libro di A. GRÜNAutostima e accettazione dell'ombra .

Canto Iniziale

Dio è Padre di tutti noi, / fratelli amiamo solo Lui.

Solo Lui che è per noi, più di tutto, / più del sole, più di ogni fior. / Si, perché Lui, Dio è amor.

Noi, ciascuno, Dio ama immensamente, / e allora noi viviamo / per questo grande amore /

Che ci fa uno in Lui e per Lui. / Dio è amor. / Si, perché lui, Dio è Amor.

Fratelli, stiamo uniti / crediamo solo in Lui, / restiamo nell’Amore / viviamo nell’amore, /

sol di Lui che è per noi, più di tutto, / più del sol, / più di ogni fior. / Si, perché lui, Dio è Amor.

Dio è Amore, è Libertà / Dio è Amore, è Verità / Dio è Amore è Unità.

Si, noi viviamo questo ideal / mai lasceremo questo ideal / mai…

L’uomo regale

Pilato chiese a Gesù:”Che cosa hai fatto?” Egli rispose: “Il mio Regno non è di questo mondo.” (Gv 18,36)

Nella passione, là dove veniamo rifiutati, giudicati, resi ridicoli, feriti e offesi possiamo dire: “Il mio regno non è di questo mondo” Dentro di noi c’è una dignità divina, che nessun potere di questo mondo ci può togliere, proprio perché essa non è di questo mondo. Essa ci fa camminare eretti e ci dona libertà dinanzi a tutte le potenze di questo mondo. Nulla di questo mondo ha potere sul nostro nucleo divino. cf 109-110

Liberazione

“Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido… sono sceso per liberarlo…” (Es 3,7-8)

Il Dio che abita in noi è il Dio dell’Esodo che ci libera dal potere di questo mondo, dal potere degli uomini, dalle condanne. E ci libera dal potere del nostro super-Io, dalle autoaccuse e dagli autorimproveri, dall’autopunizione e dall’autosvalutazione. cf 111

Dona la pace

Dona la pace Signore / a chi confida in te/ dona…

Dona la pace signore / dona la Pace!

Riconciliati

“Ti basta la mia grazia; la mia potenza si esprime nella debolezza” (2Cor 12,9)

“Dio ama la vita nei suoi fallimenti quanto nella sua fecondità” (De Mello)

è una tentazione dell’uomo l’invocare l’onnipotenza di Dio nei confronti della propria impotenza e pensare che mediante la preghiera e una vita pia si possa essere liberati dalla propria impotenza. Il paradosso cristiano è però che dobbiamo riconciliarci con la nostra impotenza. Non si tratta però di una impotenza di fronte a Dio, di sentirsi cioè piccoli dinanzi al grande Dio, ma di un’impotenza CON Dio, nella quale intuisco la vicinanza di Dio. La nostra impotenza diviene allora il luogo dell’esperienza di Dio: proprio là dove non posso più fare nulla, dove ho raggiunto il limite, dove fallisco, Dio mi può aprire a se. Dio si sperimenta proprio quando si giunge al punto zero, quando tutto ci viene tolto dalle mani, quando si deve ammettere dolorosamente che non si può garantire per se stessi. Là non mi rimane altro che porgere le mani vuote a Dio. cf 112

Tu lo sai

Tu lo sai che ti voglio bene. / Tu lo sai che ti voglio bene.

E nel silenzio del dolore / Tu sarai vicino a me. / E nella gioia di chi ama / di me tutto dirà.

Tu lo sai che ti voglio bene. / Tu lo sai che ti voglio bene.

Mille speranze mille sogni / ma la realtà / è l’amore per te./ E nella gioia di donare / di me tutto dirà.

Tu lo sai che ti voglio bene. / Tu lo sai che ti voglio bene.

E in fondo quello che rimane / è questa grande verità. / Perché l’amore quello vero / con la vita dice.

Tu lo sai che ti voglio bene. / Tu lo sai che ti voglio bene.

Lode, preghiera, silenzio

“E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di Lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente.” (Lc 18,7-8)

Il giudice senza Dio è un’immagine del nostro super-Io (Lc 18,1-8) che non si interessa del nostro benessere interiore, che non si cura della nostra dignità divina. Nella preghiera Dio mi aiuta a ottenere il mio diritto, mi porta nel luogo della libertà e qui, nel luogo del silenzio interiore dove Dio abita, nel quale nessuno ha potere su di me, sperimento già la vera vita.

Naturalmente la preghiera non mi libera automaticamente dall’impotenza che sperimento nelle mie passioni, nelle mie paure o nei confronti del mondo. Non è un trucco che risolve tutti i problemi; ma in essa posso scoprire il luogo del silenzio in me, luogo al quale i problemi del mondo e i miei stessi pensieri non hanno accesso. Quando tornerò dalla preghiera alla vita quotidiana sarò ugualmente sensibile alle critiche: la ferita mi provocherà dolore, il mio cuore sarà ferito come prima, ma esso intuirà di non essere totalmente preso da questa umiliazione, che dentro di lui c’è uno spazio che rimane intoccabile. Tutto ciò da un senso si guarigione e di liberazione, di pace e di fiducia. cf 114-115

Dona la pace

Dona la pace Signore / a chi confida in te/ dona…

Dona la pace signore / dona la Pace!

Consapevolezza – Partecipazione – Compassione: Dall’impotenza alla potenza-amore

Essi partecipano già ora al potere di Cristo. Nel suo nome e in suo potere “scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se avranno bevuto qualcosa di mortifero, non nuocerà loro, imporranno le mani agli infermi e questi saranno risanati!” (Mc 16,17ss)

Il paradosso dell’amore consiste nel fatto che esso è potente proprio nella sua impotenza. L’amore rinuncia a tutte le potenze esteriori. L’amore si Gesù diviene visibile proprio nell’impotenza della sua morte. Osa entrare nel buio e nella cattiveria e li trasforma. Nel suo amore Gesù non si difende da coloro che lo uccidono. Egli rompe il circolo vizioso del contraccambio. Egli penetra con il suo amore la cattiveria e cosi la distrugge… Gesù “avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.” (Gv 13,1) cf 122

DOMANDA: Queste “vie religiose” ci sono state spesso di ostacolo?

Spesso l’educazione religiosa ha condotto gli uomini a sentire un senso di impotenza. Se Dio viene considerato unilateralmente come il Signore onnipotente, all’uomo spesso non resta altro che percepirsi come piccolo e impotente. Nei confronti del Dio severo e che punisce, che vede tutto [pensiamo al triangolo col occhio e la scritta “Dio tutto vede” del Piccolo Catechismo di S. Pio X], non ho alcuna possibilità di fuggire. In ogni caso sarei colto nel commettere un errore. Sono lasciato impotente in balia della sua onnipotenza.

C’è un modo di parlare della corruzione dell’uomo che rinforza il nostro senso di impotenza, perché ci sentiamo sempre peccatori che si devono battere il petto dinanzi a Dio e devono chiedere perdono. A volte si perde di vista anche l’umanità di Gesù e si sottolinea solo la divinità. Allora i miracoli di Gesù vengono dipinti a colori cosi stridenti, che non possiamo fare altro che sentirci piccoli e di scarso valore. La divinità di Gesù e l’onnipotenza di Dio, allora, non annullano la nostra impotenza, ma la rafforzano.

Dall’uomo “religioso”… all’uomo adulto.

Dalla “religione” alla fede come adesione, come proposta di vita.

COME?

Al contrario, Gesù ci ha mostrato un’immagine dell’uomo assai diversa. Egli ha sollevato dal peso della vita gli uomini oppressi che erano stati piegati e resi piccoli, cui era stata spezzata la spina dorsale e ha mostrato ad essi la loro dignità divina. Nella sua risurrezione Cristo ha sollevato tutti noi: per questo i primi cristiani, in ricordo della risurrezione di Gesù, hanno pregato stando in piedi. Nella preghiera hanno sperimentato il fatto che Cristo ha dato loro una dignità divina [e per questo veramente umana!].

Grandi cose

Grandi cose ha fatto il Signore per noi / ha fatto germogliare i fiori fra le rocce.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi / ci ha riportati liberi alla nostra terra.

Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare / l’amore che Dio ha versato su noi.

Tu che sai strappare dalla morte / ha sollevato il nostro viso dalla polvere.

Tu che hai sentito il nostro pianto, / nei nostri cuori hai messo un seme di felicità

Grandi cose…

Preghiera contro il pessimismo

Sono qui a pregarti, Signore mio Redentore / a ringraziarti per il segno che mi hai dato:

Mi hai liberato da un’angoscia paralizzante.

Continua a lasciarti commuovere, Signore, / dalla mia precaria situazione

E ascolta premuroso la mia preghiera.

Per quanto tempo ancora, o miei amici, / resterete insensibili e chiusi in voi stessi

Come gente senza più speranza?

Posso testimoniare che nel Signore c’è risposta / agli interrogativi più angoscianti della vita /

E la gioia di essere liberi e veri.

Ve lo dico con convinzione e con forza / perché ne ho fatto personalmente l’esperienza

E ve ne posso parlare con franchezza.

Riconosciamo i nostri limiti e sbagli, / fermiamo un attimo la nostra vita frenetica

E riflettiamo seriamente sul senso della vita.

Riscopriremo il gusto della preghiera, / la coerenza dell’impegno per la giustizia

E apriremo il nostro cuore alla fiducia.

Sempre più spesso si sente dire: / “Non si possono cambiare le cose,

Ognuno deve pensare a se stesso!”

Donaci, Signore, intelligenza e coraggio/ per combattere questo dilagante pessimismo /

E mostraci coi fatti che sei vivo tra noi.

Il Signore mi ha fatto provare una gioia / che i più raffinati piaceri

O i soldi e il potere mai potranno dare.

Mi ha dato una serenità interiore / che mi avvolge dal profondo dell’anima

Così dormo tranquillo senza bisogno di psicofarmaci.

In te è la mia fiducia, Signore; / fra le tue braccia assaporo

L’inesprimibile esperienza della pace.