La Sorgente

III domenica di Quaresima 


Incontro del 23 Marzo 2003

La Sorgente incontra i fratelli di Nuova Proposta
Nuova Proposta incontra i fratelli de La Sorgente.


Sequenza

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce,
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
Amen.

Le tre Pasque

La prima pasqua

(Gv 2:13-22)
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

L'essenzialità

Gv. 6, 51-69

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio». Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

  1. Pane disceso dal cielo
  2. Eucarestia: dono di Dio agli uomini
  3. Cristo che si dà liberamente per la salvezza del mondo
  4. Il Messaggio di Cristo totalmente coinvolgente: non può lasciarci indifferenti
  5. Cristo che si fa pane e sconcerta tutti. Risposta di Pietro
  6. Nostra Risposta all'offerta di amore di Cristo
  7. Essenzialità della vita imperniata sulla figura di Cristo
  8. Relativizzazione delle miserie, difficoltà, dolori della vita. Necessità di una ascesi (esercizio)
  9. Che cosa è per noi la "Porta Stretta"?

Verso la Pasqua

(Gv 6:4-14.26-35)

Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quando furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!».
Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?».
Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

Chiamati alla gioia

(Gv 18:40)

Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

Spunti di riflessione:

Pochi giorni dopo l’ingresso in Gerusalemme, lo stesso popolo che aveva osannato Gesù, preferirà Barabba a lui. La gioia ha spesso radici instabili quando assume i toni dell’euforia passeggera.

La gioia del Vangelo è propria di chi, avendo trovato la pienezza della vita, è sciolto, libero, disinvolto, non timoroso, non impacciato.(1)

Ora, credete forse che chi ha trovato la perla preziosa, si metterà a disprezzare tutte le altre perle? Assolutamente no! Chi ha trovato la perla preziosa è capace di collocare le altre in una scala di valori giusta, di relativizzarle, di giudicarle in relazione alla perla più bella. E lo fa con estrema semplicità perché, avendo come pietra di paragone quella preziosa, sa meglio comprendere il valore anche delle altre.(1)

A chi ha la Gioia del Vangelo, a chi ha la perla preziosa (...) sarà data la capacità di dialogare senza timidità,senza tristezza, senza reticenze, anzi con gioia, proprio perché conoscerà il valore di ogni altra cosa.(1)

A chi possiede poco la gioia del Vangelo, la capacità di dialogo gli si smorzerà nelle mani ed egli si irrigidirà nella difesa tenace di quel poco che possiede,si chiuderà in se stesso, si metterà in contrasto con gli altri per timore di perdere il poco.(1)

Manca in noi cristiani di un occidente per tanti aspetti sazio, fiacco e disilluso, la follia dell’innamorato, la gioia del giusto. Aumenta così il sospetto, si risuscita la caccia alle streghe, si discrimina il diverso, si moltiplicano le parole, mentre calano passione e impegno.(2)

Gioia del Vangelo è la buona notizia che Dio ama noi peccatori, disperati, dispersi, smarriti, e ci riconduce nella sua intimità. E questa gioia del Vangelo ha il suo culmine nella Croce, misteriosamente.(1)

Domande:

Nel mio vocabolario che differenza c’è tra le parole “gioia”, “contentezza”, “felicità”, “piacere”, “pienezza”, “euforia”?

Ho la gioia del Vangelo in me? Ho mai provato davvero tale gioia?

Quale passo avanti mi sento di fare per aprirmi alla gioia del Vangelo, per acconsentire a quel poco o molto che è già in me?

(1)     C.M.Martini, La gioia del Vangelo

(2)     Anonimo, Alla sera.Riflessioni di un sacerdote


Prima della Pasqua

(Gv 12:1.12-18)

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.

Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:

Osanna!

Benedetto colui che viene nel nome del Signore

il re d'Israele!

Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:

Non temere, figlia di Sion!

Ecco, il tuo re viene,

seduto sopra un puledro d'asina

Sul momento i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che questo era stato scritto di lui e questo gli avevano fatto. Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza.

Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto quel segno.